La Carneficina di Polanski conquista Venezia

Roman Polanski, Venezia. Finalmente è arrivato il giorno di Roman Polanski alla sessantottesima mostra del cinema di Venezia e del suo tanto atteso Carnage. Il film è il primo che il regista franco polacco gira dopo l‘arresto di poco più di un anno fa in Svizzera per lo scandalo a luci rosse che da più di trent’anni lo costringe a starsene alla larga dagli Stati Uniti. Ora il divieto di circolazione si è esteso praticamente a tutta Europa, tanto che il Franti del cinema mondiale non ci ha pensato minimanente ad accompagnare la sua ultima creatura sul lido di Venezia. Creatura che, sia detto fin da ora, ha riscosso un notevole successo nella proiezione stampa di questa mattina. E si sa che i giornalisti sono il peggior pubblico possibile a cui mostrare un film. E quindi se il buongiorno si vede dal mattino…..

Cast All Star. Il film è tratto da una piece teatrale di Yasmina Reza autrice francese pluripremiata (due Tony Awards, gli Oscar del teatro, al suo attivo) e amica di vecchia data di Polansky. La piece è arrivata anche sui palcoscenici nostrani col titolo Il Dio della Carneficina ed è stata interpretata tra gli altri da Silvio Orlando, Alessio Boni, Anna Bonaiuto, Michela Cescon. Insomma una sfida tra pesi massimi della recitazione che è ripresa anche nella pellicola polanskiana che vede tra i suoi protagonisti ben tre premi Oscar come Jodie Foster, Kate Winslet e Chistopher Waltz (il cattivo di Bastardi senza gloria per capirci) e un attore solido come pochi altri in giro: John C. Really (il poliziotto in cerca d’amore di Magnolia se vi state ancora chiedendo dove diavolo avete sentito questo nome). Il quartetto interpreta due coppie che si confrontano per sanare un litigio avvenuto tra i loro figlioli. Naturalmente essendo un Polansky doc nulla andrà come dovrebbe andare e i quattro deraglieranno sull’orlo di una crisi di nervi che promette di seppellirci tutti sotto una beffarda risata. Per ora, in attesa che il film esca nelle sale il sedici Settembre, siamo contenti di annunciare che nel precipitare sul lido del film di Polansky ancora possiamo dire : fin qui tutto bene.

Simone Ranucci