Libia, Gheddaffi all’attacco: Non siamo donne, combatteremo

Nonostante in molti sostengano che il regime di Muammar Gheddafi sia  alle corde e che per la deposizione del rais è soltanto questione di tempo, c’è chi è convinto del contrario e costui è appunto il colonnello libico che da più di quarant’anni governa il paese nordafricano.
Mentre si registrano le avanzate dei ribelli, che nelle ultime ore sembrano puntare verso Sirte, la città natale di Gheddafi e forse suo nuovo rifugio, il rais ha inviato un messaggio audio ai propri sostenitori, incitandoli alla lotta.
Dalle frequenze del canale arabo Al Arabya ha dichiarato: “Fate in modo che la lotta sia lunga. Combatteremo da città a città, da valle a valle, da montagna a montagna“. E poi, rivolgendosi direttamente ai lealisti, ha aggiunto: “Continuate a combattere anche se non sentite la mia voce. Non ci arrenderemo mai, non siamo donne“.
Inoltre Gheddafi si chiede: “Se la Libia sarà in fiamme, chi sarà in grado di governarla? Lasciate che bruci“.

Le parole del figlio – A rincarare la dose dell’ottimismo – anche se quest’ultima risulta essere una parola terribilmente fuori luogo in una realtà come quella odierna in Libia – è stato Saif al-Islam, secondogenito del colonnello, che ha dichiarato: “La resistenza continua e la vittoria è vicina. Ventimila uomini in armi sono pronti a combattere. Se gli insorti pensano che a Sirte sarà una passeggiata, vengano pure“.
Al figlio di Gheddafi, però, ha risposto Abdel Hafiz Ghogha, vice presidente del Cnt: “Saif al-Islam dice che la vittoria è vicina, ma quella che è vicina per davvero è la vittoria della Rivoluzione. Lui vive in un sogno“.
Intanto, a quanto pare, l’Algeria, che rimane l’unico paese a non riconoscere il Cnt, avrebbe rifiutato la richiesta inoltrata da Gheddafi di fornirgli rifugio. A tal proposito, il Corriere della Sera scrive che “fonti vicine alla presidenza di Algeri, citate dal quotidiano al-Watan hanno riferito che Gheddafi ha provato a contattare per telefono il presidente Abdelaziz Bouteflika, ma egli ha rifiutato di parlargli”.

S. O.