Libia: otto mesi per la nuova Costituzione

Un Consiglio per scrivere la nuova Costituzione della Libia. Per questo entro otto mesi i cittadini saranno chiamati alle urne. Lo ha annunciato Guma al-Gamaty, rappresentate in Gran Bretagna del Consiglio Nazionale Transitorio. Un primo passo che dovrebbe portare alle elezioni presidenziali e politiche entro il 2013. “Abbiamo stilato una road map chiara, una fase di transizione di circa venti mesi”, ha spiegato al-Gamaty, precisando che fino alle elezioni del nuovo Consiglio, sarà il Cnt a governare il Paese.

Poi tutto passerà nelle mani dei 200 consiglieri eletti, ai quali spetterà il compito di guidare la Libia e supervisionare la messa a punto di una Costituzione democratica, che sarà dibattuta e sottoposta a referendum. Insomma, per il rappresentante del Cnt il processo di transizione è partito. Lo si capisce anche dagli appelli che i nuovi dirigenti hanno rivolto ai combattenti ribelli di Tripoli. La notizia è che ognuno può tornare nella propria città di origine, dato che Tripoli adesso è libera. Anche se la battaglia fra lealisti e insorti continua, Gheddafi, a detta di tutti è isolato, in fuga. “Si tratta solo di una questione di tempo prima che sia arrestato, a meno che non sia ucciso se opponesse resistenza”, ha fatto sapere al-Gamaty.

Ma se da un lato la Libia cerca di riorganizzare la propria struttura interna, dall’altro è arrivato il momento di gestire anche le pressioni estere sugli aiuti nella ricostruzione. Offerte di aiuto che vanno lette nell’ottica della gestione delle risorse energetiche. Per questo il Cnt si è affrettato a chiarire che i contratti sullo sfruttamento del petrolio libico saranno assegnati sulla base del merito e non per favoritismi politici. Un annuncio che arriva proprio nel momento in cui l’Ue ha deciso di rimuovere le sanzioni che bloccavano le attività di ventotto società libiche. L’Italia ha già annunciato lo sblocco di 500 milioni di euro ed oggi riaprirà l’ambasciata a Tripoli chiusa lo scorso 18 marzo. Sarkozy ha invece annunciato lo sblocco di quindici miliardi di dollari.

Cristiano Marti