Btp in calo. Spread ai massimi da avvio acquisti Bce

Il mercato dei titoli di Stato italiano ha chiuso in calo la seduta di ieri venerdì 2 settembre, confermando il trend di una settimana nera in cui gli effetti benefici degli interventi della Bce sembrano ormai affievolitisi. Non va dimenticato, inoltre, quanto stiano incidendo in questo senso le incertezze relative ad una manovra correttiva sempre più oggetto di modifiche e merce di scambio tra fazioni parlamentari della maggioranza e sempre meno credibile agli occhi degli investitori.

Forte rialzo del Bund. Dalle dichiarazioni raccolte da Reuters lo scenario delineatosi sembra molto chiaro. “Nel pomeriggio la curva italiana ha pagato un forte rialzo del Bund, sostenuto dai dati molto deludenti arrivati dagli Stati Uniti” ha dichiarato un operatore di mercato al quotidiano online. “Dopo i dati americani, c’è stato un rush di acquisti sul Bund, e questo ha portato a un ulteriore allargamento nei confronti della Germania” ha aggiunto un operatore di uno dei maggiori istituti di credito italiani.
Dopo la diffusione dei dati Usa sull’occupazione, infatti, il rendimento del decennale tedesco è sceso per la prima volta sotto il 2%, toccando un minimo di 1,975% e chiudendo a 1,993%. Nel contempo, dai dati Tradeweb, lo spread di rendimento tra decennale italiano e Bund tedesco si è allargato fino a 331 punti base, nuovo massimo dall’avvio degli acquisti della Bce sui titoli italiani e spagnoli dello scorso 8 agosto.

Governo rilassatosi. Il rendimento del Btp decennale italiano è salito così fino al 5,287% appena resi noti i dati sull’occupazione Usa, chiudendo in area 5,29% dal 5,16% registrato alla chiusura di giovedì. L’unico sostegno ai Btp è arrivato dalle banche centrali, che dopo l’intervento mattutino, hanno continuato gli acquisti anche nel pomeriggio, sostenendo i titoli di Stato italiani a ridosso dell’uscita dei dati americani. Per il resto, gli altri operatori hanno optato unicamente per le vendite.
Decisiva anche l’incertezza legata alla manovra correttiva. “Di sicuro il prolungarsi del balletto sulla manovra non aiuta, ci sarebbe bisogno di certezze e invece vengono annunciate delle misure, che vengono smentite poco dopo” ha affermato un operatore di Piazza Affari all’agenzia di stampa. Un atteggiamento che, per Hans Werner Sinn, presidente dell’istituto tedesco Ifo, è sintomo di un rilassamento dell’esecutivo italiano sul risanamento dei conti, legato all’avvio degli acquisti della Bce, che hanno ridotto la pressione sui Btp. “Con la Bce che ha iniziato a comprare titoli italiani, i tassi d’interesse sono scesi e l’Italia ha ridotto gli sforzi di austerità”, ha dichiarato Sinn a Reuters alla chiusura del Forum Ambrosetti.

M.N.