Connubio segreto Usa Gheddafi: la Cia appalterebbe torture alla Libia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:23

Rapporti tra Cia e Gheddafi. I dai servizi segreti occidentali, ed in particolare la Cia statunitense e l’Mi6 britannico, avrebbero intrattenuto rapporti sotterranei sconosciuti alla politica ufficiale con i responsabili dell’intelligence del regime libico di Muammar Gheddafi. E’ quanto emerge dalle “scartoffie” reperite dai ribelli durante la presa della città di Tripoli. Rapimenti presuntamente finti, ad opera di presunti terroristi, torture, sevizie, interrogatori che non seguono le normative occidentali, mancanza di regolari processi, estradizioni segrete all’acqua di rose. Tutti questi elementi sarebbero presenti nell’attuale conflitto con la Libia, e comprovati dalle carte ritrovate.
Se in guerra tutto è lecito, bisogna dire che alcuni prendono alla lettera questo dettame ancor oggi, in sede di politica internazionale. Unica differenza rispetto al passato: le leggi che ai nostri giorni non consentono il rifiuto dei diritti umani e legali, né la segretezza di queste operazioni “particolari”, o “ufficiose”.

I quotidiani che hanno aperto con “articoli denuncia”. La scoperta è stata annunciata oggi in anteprima dal quotidiano londinese “The Independent” e dall’americano “The Wall Street Journal”, giornali che si dicono a favore della corrente che propende per l’ipotesi di rapporti non del tutto chiari tra occidente e Libia durante questo conflitto. Si tratterebbe in particolare della questione molto spinosa che riguarda i prigionieri di guerra trattati in modo non conforme alle regole sancite dalle leggi occidentali sui diritti umani. Secondo i sospetti, gli Usa e la Gran Bretagna si sarebbero serviti di torture e sevizie praticate in Libia dalle forze armate di Gheddafi, al fine di estorcere qualche risultato in più durante gli interrogatori. Inoltre, si sarebbero effettuati rapimenti clandestini di comune accordo, ed i prigionieri di presunti terroristi sarebbero stati anche inviati in Paesi differenti ed a vocazione ugualmente dittatoriale, contravvenendo alle normative in materia di estradizione ed asilo politico.

I documenti. Fonte di queste documentazioni, il materiale ritrovato dai ribelli vittoriosi nel quartier generale dell’Agenzia libica per la Sicurezza Esterna, ed anche tra le carte dell’ex ministro degli Esteri lealista Mussa Kussa. Secondo i due quotidiani che per primi hanno diffuso la notizia a livello mondiale, sarebbe responsabilità degli americani aver coinvolto le forze del colonnello in queste operazioni segrete e poco lecite.

S. K.

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