Danneggiata la scorsa notte a Roma la Fontana del Moro a Piazza Navona

Danneggiata, probabilmente la scorsa notte, una delle sculture della Fontana del Moro a piazza Navona a Roma. «L’atto vandalico è un’offesa a Roma e un grave atto di inciviltà», sono state le prime parole del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a commento dell’accaduto. «I soliti idioti – ha chiosato Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale – I frammenti sono stati tutti recuperati e ricoverati. Lunedì sarà fatta un’ulteriore verifica e si avvieranno i lavori di restauro».
Secondo la ricostruzione dei filmati delle telecamere posizionate in piazza Navona, potrebbe essere un ragazzo di media corporatura, vestito di nero, il responsabile del danneggiamento della scultura. Come riferiscono i vigili urbani, presenti sul posto, il timore è che il giovane possa aver colpito ancora: alcuni cittadini hanno, infatti, segnalato il lancio di un sampietrino contro Fontana di Trevi da parte di una persona che potrebbe ora dirigersi verso piazza di Spagna.

Opera di Giacomo Della Porta, la Fontana del Moro, tra le più antiche risalenti al periodo rinascimentale a Roma, è stata rielaborata da Lorenzo Bernini che, secondo la tradizione, per il volto del moro si è ispirato ai tratti, già allora molto rovinati, della statua di Pasquino, dove venivano appese le “pasquinate”, fogli con versi satirici. Il progetto di Della Porta, che su commissione di Papa Gregorio XIII nel 1574 realizza anche l’altra fontana, quella del Nettuno, posta all’estremità settentrionale di Piazza Navona, prevede una vasca marmorea a pianta mistilinea poggiata su due gradini che, poco dopo, viene circoscritta da una cancellata. Per la decorazione si fa ricorso ai quattro tritoni che due anni prima erano stati realizzati ma non impiegati per la fontana di piazza del Popolo, insieme a gruppi rappresentanti un mascherone tra due delfini. Nel 1651, in occasione della realizzazione, al centro della piazza, della Fontana dei Quattro Fiumi, Papa Innocenzo X affida a Bernini l’ampliamento della Fontana del Moro, posta all’estremità meridionale, con la rimozione dei gradini e della cancellata e la costruzione di una vasca esterna più ampia, della stessa forma di quella interna. La grossa conchiglia, la cosiddetta “lumaca”, con tre delfini, con cui Bernini orna la fontana non piace, però, al Papa che l’anno successivo fa trasferire l’intero gruppo in una villa sul Gianicolo.
Solo un successivo tentativo, scolpito da Giovanni Antonio Mori e raffigurante una figura maschile che trattiene per la coda un delfino che getta acqua dalla bocca, incontra finalmente il favore di Innocenzo X. Contemporaneamente alla realizzazione definitiva della fontana settentrionale di piazza Navona, nel 1874, tutti i gruppi scultorei della Fontana del Moro vengono rimossi, trasferiti e sostituiti da copie. Solo in tempi recenti si è proceduto al loro restauro ma gli originali sono stati utilizzati per altre fontane: i tritoni, in particolare, si trovano nella fontana del laghetto di Villa Borghese.

Valentina De Simone