Libia, ribelli a Bani Walid: lealisti verso la resa

Avanza il Cnt. I ribelli si stanno avvicinando a Bani Walid, roccaforte dei lealisti e città nella quale probabilmente si nasconde Muammar Gheddafi. Seicento insorti sono scesi in strada su duecento veicoli da combattimento. L’avanzamento del Cnt procede lentamente, finora nessuna opposizione è stata manifestata dai soldati fedeli al Colonnello. I rischi tuttavia restano elevati, come il timore di subire un’imboscata, poiché nella città sorge un’importante base militare dell’ex raìs. “O innalzeranno bandiera bianca di resa o inizierà l’attacco” ha affermato Abdulrazzak Naduri, vice comandante del Cnt.

Ultimatum prorogato. L’appello per la resa dei lealisti che occupano Sirte, unica città della costa del Mediterraneo ancora in mano a Gheddafi, è stato prorogato di una settimana e scadrà quindi domenica prossima. Le autorità del Consiglio Nazionale di Transizione hanno infatti deciso di concentrare gli sforzi unicamente su Bani Walid, per poi convogliare tutte le forze su Sirte tra sette giorni. Infatti, conquistando prima la roccaforte dell’entroterra, il Cnt si mette al sicuro da possibili controffensive per quando sferrerà l’attacco finale.

Ritorno alla normalità a Tripoli. Dopo le dure battaglie, la vita riprende lentamente nella capitale libica. Le strade cittadine hanno ripreso a essere affollate, gli agenti di polizia sono tornati a far sentire la loro presenza e alcuni piccole attività commerciali hanno riaperto i battenti. Tuttavia, c’è ancora molto da fare: l’acqua infatti scarseggia, a causa dei danni della guerra alle tubature, mentre è complicatissimo rifornirsi di benzina. La riapertura delle scuole è prevista per il 17 settembre: il compito più duro sarà preparare e stampare nuovi libri di testo ripuliti dalla propaganda di Gheddafi. Proprio per favorire la ricostruzione e il riassetto del Paese, il Cnt riceverà circa dieci miliardi di euro da parte della Comunità internazionale.

Emanuele Ballacci