Palermo, Zamparini denuncia il procuratore di Pastore per estorsione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:28

Inchiesta sull’affare Pastore. Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha denunciato Marcelo Simonian, procuratore del giocatore argentino, accusandolo di estorsione. Nell’occhio del ciclone è finito proprio il trasferimento di Javier Pastore al Paris Saint-Germain avvenuto nell’ultima finestra di mercato per una cifra vicina ai 43 milioni di euro.  Sebbene una parte del cartellino appartenesse “Dieci football corporation”, società di proprietà dell’agente del giocatore, com’è consuetudine tipica in Argentina e in tutto il Sudamerica, Simonian secondo l’accusa avrebbe preteso 20 milioni di euro, cifra enormemente superiore a quella pattuita di 12 milioni di euro, pena il rifiuto di far firmare il suo giocatore con il PSG.

Minacce e ritorsioni. “Se non mi dai questo non firmo” avrebbe detto Simonian al presidente rosanero. “Eravamo quasi prigionieri di questa situazione – ha lamentato Zamparini – In pratica mi ha fregato”. Di qui la decisione di porre un esposto ai magistrati palermitani che doveva rimanere segreto. Tuttavia, appena 24 ore dopo la vicenda è venuta a galla. “Speravo che questa storia non venisse fuori per non creare un casino”, ha affermato seccamente il numero uno del Palermo di fronte alla successiva pubblicazione della denuncia sui giornali. Ormai la bolla è scoppiata e senza dubbio se ne parlerà per un po’ di tempo.

Lotta con i procuratori. “Sono il vero male del calcio, li abolirei” sono le parole di un infuriato Zamparini. Dopo i duri litigi del passato con numerosi procuratori, soprattutto durante le complesse cessioni di Amauri e Simplicio, un nuovo capitolo si aggiunge alla storia del burrascoso presidente, tuttavia questa volta non a torto. Infatti, crea sicuramente perplessità la circostanza secondo cui la cifra di 20 milioni di euro, ovvero la metà  di quella esattamente ricavata dal Palermo, vada al procuratore del giocatore. Un enorme danno per la società che non può far altro che cedere al ricatto del procuratore pur di riuscire a guadagnare una cifra soddisfacente. È indubbio che, nel mondo del calcio, il procuratore rappresenti un annoso problema, tuttavia non c’è altra soluzione.

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