Torna dopo Persepolis una visionaria Marjane Satrapi

Satrapi  Venezia Poulet aux prunes. Marjane Satrapi prima ancora che una cineasta è un’artista. Precisamente è un’artista che attraverso la carica visionaria delle sue graphic novel ci ha fatto conoscere uno spaccato crudo e al tempo stesso poetica della storia dell’Iran. Quell’Iran che la vede come il fumo negli occhi, tanto che è stata costretta all’esilio a Parigi. Per Marjane Satrapi il cinema è arrivato tardi e quando è arrivato, sulla soglia dei quarant’anni, è stato subito un trionfo. Il suo Persepolis infatti, presentato al festival di Cannes nel 2007, si è portato via il premio della giuria oltre che il plauso unanime degli spettatori di tutto il mondo.

Poulet aux prunes in concorso a Venezia. A distanza di quattro anni l’autrice franco iraniana ci riprova portando in concorso Poulet aux prunes firmando nuovamente la regia insieme a Vincent Paronnaud. Questa volta però il film è girato con attori in carne ed ossa tra cui spicca, come protagonista, quel Mathieau Amalric che oltre ad essere uno dei più apprezzati attori francesi è stato anche il pluripremiato interprete dello struggente Lo scafandro e la farfalla di Julian Schnabel. Intorno a lui ruota un cast di primedonne come Chiara Matroianni, Maria de Medeiros e la sempre verde Isabella Rossellini.

Trama. La storia è quella degli ultimi giorni di vita di un violinista (Amalric) che si lascia morire in seguito a una delusione d’amore. Il racconto di un amour fou pertanto che ci viene proposto con  uno stile visionario che a molti ha ricordato le atmosfere del Favoloso mondo di Amelie. La pellicola ha diviso la critica che a conti fatti ha trovato il filn non del tutto riuscito. Aspettiamo allora la volitiva autrice alla sua prossima prova, comunque vada continueremo a fare il tifo per lei 

Simone Ranucci