Melania, difesa Parolisi vuole l’incidente probatorio per l’ultimo bacio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:31

Rivivere il momento dell’ultimo bacio alla moglie Melania. Il desiderio espresso dai Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, legali di Salvatore Parolisi, unico indagato per il delitto Rea, non ha nulla a che vedere con nostalgie e sentimenti, ma è da intendersi come ennesima carta da giocare nell’intento di dimostrare che la custodia cautelare in carcere per il caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno è un provvedimento non motivato.
Ma perché il bacio?
Nelle mani dell’accusa vi è un elemento su cui gli investigatori a oggi sembrano aver fatto particolare affidamento: gli esami autoptici, condotti dall’anatomopatologo Adriano Tagliabracci, hanno dimostrato che nella bocca della vittima – trovata senza vita a Ripe di Civitella, lo scorso 20 aprile – vi era il dna di Parolisi, traccia lasciata probabilmente dopo aver baciato la moglie.

Incidente probatorio – L’intenzione di richiedere l’incidente probatorio della scena in questione punterebbe a dimostrare come la tesi, secondo cui il dna in bocca possa rimanere soltanto per qualche secondo, non ha basi solide. Se per l’accusa, quel dato è sufficiente a far capire come Parolisi fosse vicino alla vittima – e dunque probabilmente l’autore stesso – al momento dell’omicidio, per la difesa il presunto bacio potrebbe risalire anche a più di un quarto d’ora prima dell’assassinio; ovvero il tempo in cui Melania sarebbe stata rapita da Colle San Marco e portata a Ripe di Civitella per essere uccisa.

S. O.

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