Premio Campiello 2011: vince Andrea Molesini

Anche questo duemilaundici ha finalmente assistito all’assegnazione del Premio Campiello, riconoscimento letterario che, dal millenovecentosessantadue, premia con una scadenza annuale un’opera di narrativa italiana pubblicata nell’anno di riferimento. Dopo ben quattro premi che venivano conferiti a scrittrici, quest’anno il gentil sesso ha ceduto il passo ad un uomo: è Andrea Molesini il vincitore del Premio Campiello duemilaundici. Lo scrittore ha dedicato la propria vittoria a Elvira Sellerio, esaltando il suo coraggio e la sua costanza nel prodigarsi nell’opera di difesa della nostra letteratura.

L’opera – Il libro che ha regalato la vittoria ad Andrea Molesini si intitola “Non tutti i bastardi sono di Vienna”, ed è edito da Sellerio Editore. Si tratta di un romanzo storico, che racconta fatti realmente accaduti dopo la battaglia di Caporetto. La storia si svolge durante l’occupazione di Villa Spada da parte di alcuni ufficiali austriaci, e si rifà alle vicissitudini che Maria Spada, prozia di Andrea Molesini, narrò ne “Il diario dell’invasione”. Villa Spada divenne, verso la fine del millenovecentodiciassette, un comando austriaco, e la famiglia che ne era la proprietaria si ritrovò a vivere in una condizione di prigionia all’interno della propria dimora. Narrata in prima persona da Paolo, tardo-adolescente che si scontra per la prima volta con la vita, l’opera lascia che sullo sfondo della storia d’Italia si muovano personaggi preda delle proprie passioni, della propria intelligenza, delle condizioni in cui sono costretti a vivere.

Gli altri libri in gara – La giuria presieduta da Roberto Cecchi, segretario generale del Ministero dei Beni Culturali, ha conferito ben centodue voti all’opera di Andrea Molesini. La medaglia d’argento spetta a “Di fama e di sventura” di Federica Manzon, che ha ricevuto ottanta voti; “Disegnare il vento” di Ernesto Ferrero ne ha guadagnati trentanove. Subito sotto al podio si trova “Se tu fossi qui” di Maria Pia Ammirati, con trentacinque voti. Al quinto posto, con “L’ultima sposa di Palmira”, si è classificato Giuseppe Lupo con ventinove voti.

M.C.