Wikileaks, cablogrammi Usa on line. La stampa internazionale: E’ pericoloso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:06

Assange contro le grandi testate giornalistiche. Il rapporto tra il fondatore del tanto discusso sito Wikileaks e la stampa internazionale non è mai stato facile, ma adesso sembra arrivato al capolinea dopo che diversi quotidiani hanno pesantemente criticato l’ultima decisione presa dal primo.
Il sito, che negli ultimi anni ha fatto tremare gli apparati di governo di tantissime nazioni e che è stato accusato di minare i rapporti diplomatici tra gli Stati, ha scelto di pubblicare la versione originale di tutti i cablogrammi riguardanti gli Stati Uniti, senza apporre censure od offuscare l’identità delle fonti.
Si tratterebbe di più di duecentocinquantamila documenti.

Ripicche? – La mossa fatta da Assange, che a quanto pare ha tenuto in considerazione i risultati di un sondaggio su Twitter, per molti è una ripicca nei confronti del giornalista del Guardian David Leigh che ha rivelato la password dell’intero database nel libro «Wikileaks: dentro la guerra alla segretezza di Julian Assange».
La firma del prestigioso quotidiano inglese ha tuttavia ribattuto alle accuse dicendo che si tratterebbe di illazioni, perché sarebbe stato lo stesso fondatore di Wikileaks ad assicurargli che quella password sarebbe scaduta dopo poche ore.
Un comunicato congiunto firmato dal Guardian , dal New York Times , dal Der Spiegel e dall’El Pais, si legge: “Deploriamo la decisione di Wikileaks di pubblicare i cablo non editati, mettendo così a rischio la vita delle fonti. Siamo uniti nel condannare la non necessaria pubblicazione dei dati completi. Decisione che è stata solo ed esclusivamente di Assange”.
Intanto dopo la pubblicazione dei cablogrammi Usa, il governo iracheno ha aperto un’inchiesta per fare luce su una vicenda che nel 2006 venne archiviata come un attacco aereo ‘compatibile’ con le azioni militari dell’esercito statunitense e che invece, adesso, potrebbe essere stata soltanto un’azione sadica e probabilmente gratuita: in quell’occasione i soldati americani avrebbero giustiziato dieci persone tra bambini e donne, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare.

S. O.