Yara, il mistero continua. Pm Ruggeri: Troverò l’assassino

A più di sei mesi dalla scoperta del cadavere, offuscato dai misteri più recenti, come quello attorno alla morte di Melania Rea, e dagli sviluppi di quelli più datati, come l’inizio del processo di primo grado nel caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, il giallo di Brembate di Sopra al cui centro vi è l’assassino della tredicenne Yara Gambirasio sembra essere rimasto sospeso tra gli innumerevoli punti interrogativi e le poche basi di partenza per un’indagine nei confronti della quale sempre più persone hanno iniziato a perdere fiducia.
Chi ha ucciso Yara?, non è l’unica domanda che appare senza risposta: infatti, al momento, non si conoscono né il luogo dove tutto ciò è accaduto, né il perché la ragazzina sia stata rapita il 26 novembre scorso per poi essere uccisa nel giro di poco tempo.

Parla il Pm – A parlare, negli scorsi, giorni è stata Letizia Ruggeri, il magistrato titolare dell’inchiesta. Il pm ha voluto assicurare che le indagini stanno proseguendo senza sosta, nonostante il caso non fornisca gli elementi necessari per velocizzare il percorso verso la verità e, di conseguenza, la giustizia.
La dottoressa Ruggeri, nel corso di un’intervista a TeleLombardia,  ha dichiarato: “La relazione scientifica sull’autopsia di Yara per noi è fondamentale, perché in queste indagini non abbiamo altro: né testimoni né immagini di telecamere e poche informazioni sui cellulari. Non mi darò pace finchè non avrò trovato l’assassino. Purtroppo le indagini sono molto lunghe. Ci sono diverse tracce di dna sui capi d’abbigliamento di Yara su cui stiamo lavorando, ma altre le stiamo cercando analizzando i suoi vestiti millimetro per millimetro”.
Il pm ha concluso ricordando che fino ad oggi sono stati raccolti “più di quattromila campioni di dna da comparare alle tracce rinvenute” ma prossimamente “altri campioni verranno prelevati“.

S. O.