Contratti: Passa la deroga all’art 18. Licenziamenti più facili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:02

Roma – La Commissione bilancio del Senato da il primo sì alla Manovra e all’emendamento della maggioranza sull’articolo 18. L’accordo locale potrà “ignorare” le tutele dello Statuto dei lavoratori. Cigl sul piede di guerra: “Il governo sta cancellando la Costituzione“.

Licenziamenti più facili – Approvato l’emendamento firmato Pdl – Lega secondo cui “le intese sottoscritte a livello aziendale possono derogare ai contratti ed alle leggi nazionali sul lavoro, incluso lo Statuto dei lavoratori, ed alle relative norme, comprese quelle sui licenziamenti”. Le aziende potranno quindi ricorrere più facilmente ai licenziamenti senza giusta causa.
Il cambiamento è contenuto nell’emendamento di maggioranza all’articolo 8 della manovra economica.

L’articolo 8Il provvedimento stabilisce che, “fermo restando il rispetto della Costituzione, nonché i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro, le specifiche intese aziendali e territoriali operano anche in deroga alle disposizioni di legge ed alle relative regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro. In aggiunta, che le intese valide saranno non solo quelle “sottoscritte a livello aziendale o territoriale da associazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ma che anche le associazioni territoriali” avranno la possibilità di realizzare specifiche intese”con efficacia nei confronti di tutti i lavoratori interessati su temi come le mansioni del lavoratore, i contratti a termine, l’orario di lavoro, le modalità di assunzione, le conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro“.
Restano invece escluse dalla contrattazione aziendale: “il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio, il licenziamento della lavoratrice dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine dei periodi di interdizione al lavoro, nonché fino ad un anno di età del bambino, il licenziamento causato dalla domanda o dalla fruizione del congedo parentale e per la malattia del bambino da parte della lavoratrice o del lavoratore ed il licenziamento in caso di adozione o affidamento“.

Cigl: Cambiata la Costituzione – Durissimo il commento della Camusso: “Le modifiche della maggioranza di governo all’articolo 8 indicano la volontà di annullare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di cancellare lo Statuto dei lavoratori, e non solo l’articolo 18, in violazione dell’articolo 39 della Costituzione e di tutti i principi di uguaglianza sul lavoro che la Costituzione stessa richiama“.

Opposizione sul piede di guerra – Giovanni Legnini del Pd ricorda che “dicevano che non si toccava l’articolo 18, invece ora è possibile e viene scritto espressamente. Tutto questo è inaccettabile“.
L’Idv continua a sostenere che questa norma sul lavoro non c’entra nulla con il pareggio di bilancio, in quanto non ha ritorni di tipo economico. Il fatto di averla voluta rende esplicito l’odio con cui questo governo si rivolge al mondo del lavoro pubblico e privato, mentre difende con le unghie e con i denti tutti i privilegi di chi mai ha pagato.  Un ragione in più per partecipare allo sciopero di martedì sei settembre“, commentano invece dall’Italia dei Valori.

Matteo Oliviero

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