Il Senato dimentica le 350mila firme raccolte da Grillo. E’ polemica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:46

Roma – Le firme erano state raccolte da Grillo e dai volontari, ma da quattro anni il Senato evita di esaminare le proposte nonostante la Costituzione. Ora 350 mila cittadini attendono risposte.

Le proposte – Nel dicembre 2007 Beppe Grillo si reca a Palazzo Madama, consegnando 350mila firme per 3 proposte di legge, le leggi di iniziativa popolare previste dalla Costituzione.
Le proposte sono: Nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.
Nessuno può essere eletto alle Camere per più di due legislature (10 anni).
Basta con i deputati e i senatori «nominati» dai capi partito e via alla riforma elettorale perché possano essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
Le proposte possono essere condivise o meno ma ciò che i firmatari chiedono è solo una valutazione delle proposte, e non “far finta che non sia arrivato mai nulla sulla loro scrivania”.
Del resto, anche lo stesso Renato Schifani, presidente del Senato ammise: “Sono favorevole affinché i ddl di iniziativa popolare, a prescindere dai loro contenuti, abbiano una risposta da parte del Parlamento. È un diritto e un dovere del Parlamento. Si deve riconoscere ai cittadini che hanno presentato una proposta popolare il diritto assoluto di avere una risposta”.

L’articolo 71 della Costituzione – Dal 2007 dunque, le proposte non sono mai state esaminate dal Senato nonostante la Costituzione riporti: L’iniziativa delle leggi appartiene al governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli“.
Ma il comico non si da per vinto e si presenterà a Roma per chiedere che gli siano restituite quelle carte sottoscritte da 350.000 cittadini.
Non gliene importa niente?”, ha sboccato Grillo, “Aboliscano l’articolo 71 della Costituzione. Almeno i cittadini verranno ufficialmente informati: al Parlamento, dei disegni di legge di iniziativa popolare previsti dalla Carta, non interessa un fico secco”.

Matteo Oliviero

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