Meredith, riparte il processo. Amanda Knox: Voglio uscire dall’incubo

Riparte il processo per il delitto Kercher. Dopo l’interruzione per la sosta estiva si riapre oggi presso la Corte d’Appello di Perugia, la causa di secondo grado contro Raffaele Sollecito e Amanda Knox, i due giovani accusati di aver ucciso il primo novembre del 2007 la studentessa inglese Meredith Kercher che si trovava nel capoluogo umbro nell’ambito del progetto Erasmus.
La sentenza di primo grado ha condannato i due imputati a 25 e 26 anni di reclusione, ma alcune perizie chieste dalla difesa, diffuse proprio prima dell’estate, hanno rimesso seriamente in discussione l’intero impianto accusatorio e oggi sembrano aver riaperto l’intera partita giudiziaria: nello specifico, secondo i legali dei due giovani, le prove genetiche di cui si sono avvalsi i pm non sarebbero così limpide come si è sostenuto.
I dna trovati su un coltello e sul gancetto del reggiseno di Meredith potrebbero essere solo la conseguenza di inquinamenti dei reperti, almeno così è stato sostenuto dai periti dell’università La Sapienza di Roma che hanno analizzato i reperti in questione.

Parla Amanda– Intanto la presunta assassina ha oggi reso le seguenti dichiarazioni, per mezzo del proprio avvocato, al Tgcom: “Ho fiducia nella giustizia italiana. Conto molto su questo processo d’Appello perché voglio uscire dall’incubo“.

S. O.