Processo a Mubarak: telecamere spente per i primi testimoni

Per le prime udienze è stato tutto diverso. I giudici della corte avevano permesso agli egiziani di poter guardare in tv il loro ex presidente portato nella gabbia del tribunale su una barella. Adesso, al processo a Mubarak, arrivano i testimoni. Ed il giudice spegne le telecamere. Le prime deposizioni ci saranno oggi. Sono attesi un alto funzionario di polizia (il generale Hussein Saeed Mohamed Mursi, al lavoro nella sala operativa della polizia durante le proteste) e tre rappresentanti delle forze dell’ordine, che prenderanno parte alla terza udienza che vedrà presente lo stesso Mubarak.

Come annunciato alla tv di Stato, infatti, l’imputato numero uno è arrivato oggi in elicottero all’Accademia di polizia. All’udienza saranno presenti anche i suoi due figli Alaa e Gamal. E in attesa che le porte del tribunale riaprano, torna a salire la tensione per le strade del Cairo. Centinaia i familiari delle vittime della repressione che si sono date appuntamento fuori dell’Accademia di polizia, per provare a sfondare il cancello di ingresso e fare irruzione nella struttura. Un tentativo di aggressione che è stato sventato dalla stessa polizia in assetto anti sommossa.

I militari hanno dovuto affrontare una folla munita di bastoni e pronta anche a scontrarsi con le forza dell’’ordine. Un corteo che avanzava con le immagini delle tante vittime della rivolta, ed in testa alla folla un grosso striscione a rivendicare le aspirazioni della “primavera araba”: “Morire come loro oppure ottenere i loro diritti”. Una protesta alla quale si sono opposti una cinquantina di sostenitori dell’ex raìs, il vero protettore dell’Egitto che non può essere umiliato.

E’ soprattutto per questo stato di tensione che i giudici della Corte hanno vietato le riprese delle prime deposizioni. Una decisione che ha come obiettivo principale quello di proteggere gli stessi testimoni, ed evitare che si possano influenzare a vicenda o a causa del pubblico. Resta comunque l’attesa per il riscontro delle accuse, come sottolineano gli stessi legali dei familiari delle vittime: “Aspettiamo di ascoltare le quattro testimonianze che i magistrati hanno chiesto per provare le accuse contro Mubarak e gli altri”, ha fatto sapere uno degli avvocati Gamal Eid, che rappresenta 16 persone uccise nella rivolta.

Cristiano Marti