Sondaggi: centrodestra a picco, colpa della Manovra

Calo di consensi per Pdl e Lega. Se si andasse a votare oggi, la coalizione di centrodestra attualmente al governo perderebbe di nove punti percentuali rispetto all’opposizione. I dati di Demos, l’istituto di ricerca politica e sociale, pubblicati su La Repubblica non lasciano il minimo dubbio: l’asse Pdl-Lega è in caduta libera con uno stretto 35,3%, contro il 44% della coalizione Pd-Idv-Sel. E in tanti identificano nella manovra finanziaria, condannata dal 69% dell’opinione pubblica, la causa di un simile disastro nei consensi. Un calo che trascina con sé anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che precipita nel gradimento tra i leader, passando dal 54,5% di giugno al 37,8% di oggi.

Tutti i dati. In particolare, il Pdl sarebbe sceso al 25,5% (dal 26,4% di giugno), con un gradimento personale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al 22,7% (era al 25,6 in giugno e al 30,4 in febbraio). In netto calo anche la Lega Nord, che scende sotto il 10% nelle intenzioni di voto, parallelamente al suo leader Umberto Bossi che scivola dal 27,3 di giugno al 22% attuale.
Per quanto riguarda i partiti di opposizione, il Pd risulterebbe nelle intenzioni di voto il partito più votato con il 29,5% ma in leggera flessione rispetto a giugno (29,7%). Cresce, invece, l’Idv che sale al 9,2% nelle intenzioni di voto (dal 7,8% di giugno), trainata da Antonio Di Pietro che nel gradimento tra i leader cresce ulteriormente sino a toccare quota 39%. Piccolo calo della vendoliana Sel che arretra al 5,3% dal 5,6% di giugno.
Sostanzialmente stabile il Terzo polo, con l’Udc di Pierferdinando Casini che si attesta sul 7,4% (era al 6,7% a giugno) e i finiani di Fli che arretrano leggermente al 3,3% dal 3,7% di giugno.

R. E.