Usa: gli ebook affondano i libri tascabili

Nelle ultime settimane il palcoscenico dell’editoria italiana ha come protagonista esclusiva la legge sul libro, la cui entrata in vigore nello scorso 1 settembre non ha placato gli animi ed ha invece lasciato proseguire le polemiche fra i favorevoli (pochi) e i contrari. Il provvedimento, ribattezzato dai detrattori “Legge anti-Amazon“, come è noto fissa lo sconto sul prezzo di copertina dei libri ad un massimo del 15%, ridimensionando soprattutto colossi come Amazon o Ibs la cui attrattiva consisteva proprio negli sconti decisamente convenienti e allettanti per i lettori. Ma non si vuole entrare qui nel merito dell’animata questione, bensì partire da uno spunto che la legge Levi fornisce. Nel trambusto generale, infatti, qualche mente lucida si è soffermata su un particolare della legge, quantomeno curioso se non emblematico, che vede la totale assenza di menzioni riguardanti gli ebook. È quasi superfluo sottolineare quanto ciò la dica lunga sull’attenzione che in Italia viene riservata al mercato dei libri digitali, a differenza di altri paesi – Usa in primis – dove gli ebook sono una realtà e il futuro sembra perciò già di casa.

Il crollo dei tascabili – C’è chi ancora dibatte, ci sono le fazioni del filo-cartaceo e del filo-digitale, ci sono i riluttanti e i pionieri, i nostalgici reazionari e gli affascinati progressisti. E se da Londra Graham Swift esprime la sua apocalittica preoccupazione, negli Stati Uniti la fase del dibattito sui libri digitali è bella che superata, da tempo, e gli ebook possono così proseguire indisturbati e alleggeriti la propria strada, una strada che stando ai dati sembra essere in discesa. Stando a quanto riporta il New York Times, uno studio della Association of American Publishers assieme alla Book Industry Study Group ha mostrato, dal 2008 a oggi, un crollo delle vendite dei libri tascabili pari al 14%. David Gernert, agente letterario di scrittori del calibro di John Grisham, interrogato sulla questione ha detto: «Sino a cinque anni fa era ancora un mercato solido, robusto. Adesso è in declino, gli ebook ne hanno eroso una grossa fetta».

Best-seller? Meglio in digitale Se prima la possibilità che i libri digitali potessero sconfiggere i cartacei era perlopiù un sospetto, tra l’altro proiettato in un futuro remoto, adesso anche i più reticenti stanno cominciando a farsi qualche domanda in più. Amazon ha rivelato in tempi non sospetti il sorpasso degli ebook sui libri “normali” per quanto riguarda le proprie vendite. Ora il crollo dei tascabili vede il prepotente inserimento del digitale nel mercato dei titoli economici, base dell’editoria contemporanea. Sempre il quotidiano newyorkese, infatti, specifica che nei cataloghi elettronici degli editori figurano principalmente i best-seller, ma in virtù del calo dei tascabili non è ormai così assurdo pensare che i lettori, all’uscita dell’ultimo libro di Ken Follet, Grisham o Stephenie Meyer, preferiranno comprare la propria copia in ebook, senza dover così attendere che esca l’edizione economica. D’altronde chi ama i libri vuole anzitutto leggerli. E domandarsi ancora come farlo sta diventando anacronistico.

Andrea Camillo