Casini e l’alleanza straordinaria con la Bindi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:41

Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha ieri partecipato alla festa del Pd a Pesaro. L’occasione giusta per confrontarsi con alcuni protagonisti della politica nazionale e per ribadire la convinzione di dover consegnare il Paese (in difficoltà) a un’alleanza di ampio respiro, capace di scavalcare lo stallo del bipolarismo. E in un dibattito aperto con la democratica Rosy Bindi, Casini ha tradito una sostanziale assonanza di idee con la presidente dei democratici, fatta eccezione per l’adesione allo sciopero odierno della Cgil e per il referendum elettorale.

Alleanza straordinaria – “Chi governa oggi il Paese non è in grado di farlo, ma non siamo nemmeno noi in grado di dire: fuori tu, entro io. Serve un’alleanza straordinaria perché il bipolarismo in Italia non dà un sistema stabile”. A sostenerlo è stato il leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini, che – partecipando ieri alla festa del Pd a Pesaro – ha detto la sua sulla contingenza politica, aprendo alla necessità di cambiare registro.

Il feeling con la Bindi – L’ex presidente della Camera è stato intervistato dal direttore dell’Unità in compagnia del presidente del Pd, Rosy Bindi, con la quale ha “cinguettato” su molti punti. “Ormai è questa maggioranza il problema principale del Paese – è convenuta la democratica – Noi siamo disponibili, sotto le scelte di Napolitano, a fare la nostra parte. Non chiediamo le  elezioni o un ribaltone, ma di dare un contributo insieme a loro”. Un feeling che si è però spezzato quando i due politici sono stati interpellati sullo sciopero Cgil indetto per oggi.

Divisi sullo sciopero… – “Non credo che lo sciopero sia la risposta giusta – ha tagliato corto Casini – reputo un errore politico cercare di dividere il sindacato”. A differenza della Bindi che ha invece detto: “Condividiamo i motivi della protesta. Il governo vuole far cassa sulla pelle delle persone, alcuni ministri vogliono imporre le loro ideologie. C’è una crisi profonda e la risposta dell’esecutivo – ha osservato la dirigente del Pd – è la modifica dello statuto dei lavoratori senza consultare le parti sociali. Per questo domani (oggi per chi legge, ndr) – ha concluso la Bindi – bisogna esserci per dire no”.

… e sul referendum – E la loro opinione sul referendum elettorale? “Se la proposta è una sollecitazione per cambiare la legge – ha detto il terzopolista – bene, se invece richiama un modello concreto no”.  “Io ho già firmato – ha invece dichiarato la Bindi – perché credo che il Parlamento non abbia nessuna voglia di cambiare l’attuale porcellum”.

Maria Saporito

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