Il grande fratello dei rifugiati: tra reality show e diritti umani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:58

Il Grande Fratello dei rifugiati. In Olanda stanno trasmettendo lo show “Weg van Nederland” il cui titolo ha un doppio significato: «Via dai Paesi Bassi» o «Ama l’Olanda». Il primo significato vuole indicare che i concorrenti sono dei giovani stranieri, cresciuti in Olanda, cui è stata rifiutata la richiesta d’asilo. Il secondo significato dipende dal fatto che i ragazzi si sfidano in un quiz di cultura generale sull’Olanda. Secondo la migliore tradizione dei reality, tutti tranne uno saranno eliminati ed il vincitore riceverà  i 4 mila euro messi in palio; in tal modo dovrebbe poter ricominciare,  con meno “amaro in bocca”, una nuova vita nel suo Paese d’origine

Sfrutta la tragedia. Lo show, da più parti definito “Il grande fratello dei rifugiati”, ha sollevato una grande quantità di polemiche, prima tra tutte quella secondo cui non è giusto costruire uno spettacolo sfruttando la tragedia che giovani rifugiati vivono nel momento in cui sono costretti a “giocarsi” la propria vita. Perché di questo, in fin dei conti, parrebbe trattarsi,  di persone costrette a lasciare un luogo in cui hanno vissuto per anni, quello in cui hanno costruito la propria identità ed alle quali viene offerta in cambio la possibilità di competere per un contentino.

La risposta degli autori. Gli autori del programma replicano che lo scopo dello show è invece, quello di sostenere la causa dei richiedenti asilo “sfrattati”, dimostrando che sono perfettamente integrati a differenza di ciò che sostiene Wilders, il leader del partito conservatore. Secondo il politico infatti, bisogna frenare l’immigrazione fonte di disgregazione per l’identità  nazionale. C’è da sperare che il benefico effetto collaterale della trasmissione sia quello di denunciare i danni psicologici che devono subire coloro che, a causa del lungo iter per il riconoscimento dello status di rifugiati, finiscono col vivere nei Paesi Bassi per decenni, per poi essere costretti a tornare nella Madre Patria,  a loro sconosciuta. Sarebbe auspicabile però, che certi risultati si raggiungessero con le armi della politica e non attraverso degli show televisivi.

Giovanna Fraccalvieri

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