Crescono i malumori nella maggioranza. Pisanu: Berlusconi si dimetta.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:46

Roma – Crescono i malumori nella maggioranza. Pisanu: “Berlusconi faccia la manovra, poi un passo indietro. E’ ora di un governo tecnico”. Ma non è il solo.

Pisanu: Berlusconi si dimetta – L’ex Ministro Pisanu, uno dei fondatori di Forza Italia, ora senatore del Pdl e presidente della commissione Antimafia, torna a chiedere un governo di larghe intese, “un patto di fine legislatura tra tutti gli uomini di buona volontà. Con l’appoggio del Pdl e del Pd e con un premier dotato di credito internazionale”.
Niente elezioni anticipate
in quanto “sarebbero una sciagura. Ci esporrebbero alla speculazione internazionale. Con questa legge elettorale e la questione morale tristemente estesa da un polo all’altro ci ritroveremmo con un Parlamento più screditato, più diviso, più ingovernabile. La durezza dei mercati oggi ci impone di rafforzare chiaramente la manovra finanziaria e di approvarla velocemente. Ma subito dopo bisognerà fare appello a tutte le energie disponibili e a tutte le persone di buona volontà per dare maggiore autorevolezza e credibilità al nostro paese. Bisogna ritrovare l’etica della responsabilità. Non c’è tempo da perdere. E’ questione di settimane, forse di giorni“, continua Pisanu.
Se Berlusconi è una parte del gigantesco problema che il paese ha davanti sarà anche parte della soluzione che dobbiamo trovare. Penso a un’iniziativa vasta che non prenda di mira nessuno e non escluda nessuno, che nasca all’insegna dell’emergenza. Le Camere e il Paese trovino il modo di avanzare una proposta unitaria ma dobbiamo essere veloci perché non vorrei che in questo autunno pieno di insidie l’idea del patto unitario si imponesse brutalmente sotto la sferza dei mercati, delle istituzioni internazionali, o peggio delle piazze in rivolta“.

Altri deputati potrebbero aggiungersi – Pisanu non è il solo. Anche i deputati vicini a Scajola non sembrano soddisfatti da come è stata gestita la manovra e potrebbero aggiungersi ai frondisti che continuano a criticare Tremonti e gli interventi inseriti in finanziaria.  Sarebbero dunque pronti non solo a rivedere il patto con la Lega, ma anche la leadership di Berlusconi.
Ma i malumori riguardano anche il Carroccio e soprattutto l’ala dei maroniani che a quanto pare sono stati completamente esclusi dalla trattativa sulla manovra economica.

Matteo Oliviero

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