Lele Mora cola a picco

Mora, Tribunale. Un Lele Mora visibilmente provato da tre mesi di carcere si è presentato davanti al tribunale del riesame di Milano che dovrà decidere circa la richiesta dell’ex re degli agenti televisivi di essere posto sotto il regime cautelare degli arresti domiciliari. Pare che durante lo svolgimento dell’udienza il noto imprenditore dei Vip si sia detto disposto a collaborare e a rispondere il più esaurientemente possibile alle domande dei giudici. Tutto questo mentre, sempre a Milano, prosegue l’inchiesta sul Rubygate che vede lo stesso Mora imputato per favoreggiamente della prostituzione insieme a Nicole Minetti ed Emilio Fede.

Arresto, bancarotta. Ma non è il caso Ruby, che come sappiamo ha coinvolto anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ad aver spalancato le porte del carcere di S.Vittore all’ex manager tv. Infatti quest’ultimo è stato fermato lo scorso 20 Giugno dagli agenti della guardia di finanza con l’accusa di bancarotta fradulenta. Nello specifico gli inquirenti milenesi ipotizzano che il Mora abbia distratto dal fallimento di tre società da lui controllate, la Lm Management, la Diana Immobiliare, e la Lm Entertainment la somma di 8,5 milioni di euro che sarebbe stata depositata in banche svizzere al fine di essere utilizzata in operazioni immobiliari. Tutto questo naturalmente esentasse. Va inoltre detto che la misura cautelare è scattata in seguito al paventato pericolo di fuga del Mora stesso. Sembrano ormai lontani i giorni in cui la squadra del buon Lele strombazzava in tv, e in cui il manager godeva di una popolarità e di un potere che alla lunga si è rivelato molto più effimero di quanto potesse apparire. Dietro ogni minuscola tragedia, d’altra parte, la farsa è sempre in agguato.