Pagelle Italia-Slovenia: De Rossi indomabile, Thiago Motta opaco

Pagelle Italia-Slovenia – L’Italia può sorridere. Con un gol di Giampaolo Pazzini al 40′ del secondo tempo, gli azzurri battono 1-0 la Slovenia e si qualificano con due turni di anticipo ai prossimi Europei in programma in Polonia ed Ucraina. Si realizza dunque il desiderio di Cesare Prandelli, che sognava di centrare l’obiettivo nella sua Firenze: “Sì, è una forte emozione – la gioia del c.t. a fine gara –, perché raggiungere la qualificazione al Franchi è qualcosa di speciale. Se pensiamo ad un anno fa, a come siamo partiti, questa squadra ha fatto grandi passi avanti. Ovviamente ancora dobbiamo migliorare tanto ma stasera devo elogiare i miei giocatori dal punto di vista caratteriale, perché fino alla fine hanno cercato di vincere la partita“. E ci sono riusciti, trascinati da un superbo De Rossi.

Italia De Rossi 7: Per distacco il migliore in campo. Alterna splendidi lanci in profondità (dopo appena 20” mette Giuseppe Rossi davanti al portiere) alla solita vitalità in mezzo al campo. Grande tempismo negli inserimenti dalle parti di Handanovic, sfiora il gol in più di una circostanza. Chiellini 6,5, Balzaretti 6,5, Pirlo 6,5, Pazzini 6,5, Buffon 6, Cassani 6, Ranocchia 6, Marchisio 6, Montolivo 6, Cassano 6, Rossi 5,5, Balotelli s.v., Thiago Motta 5: Caracolla in mezzo al campo per tutto il primo tempo senza riuscire a trovare la collocazione giusta. Ripreso più volte da Prandelli, non trova la forza di dare una sterzata alla serata. Esce per infortunio nell’intervallo (All. Prandelli 6,5).

Slovenia Kirm 6,5: Lucido ed ordinato in mezzo al campo, è il metronomo della squadra slovena: tutte le azioni della squadra passano dai suoi piedi. A fine primo tempo tenta anche la via della rete, trovando i pugni di Buffon. Koren 6,5, J. Handanovic 6, Cesar 6, Jokic 6, Radosavljevic 6, Brecko 5,5, Birsa 5,5, Ilicic 5,5, Vrsic 5,5, Suler 5, Dedic s.v., Pecnik s.v. Novakovic 5: La difesa azzurra, con Ranocchia e sporattutto Chiellini, non è in vena di regali. La poca consistenza dei suoi, poi, non lo aiuta affatto: finisce per toccare pochi palloni, senza mai rendersi veramente pericoloso (All. Kek 6).

Pier Francesco Caracciolo