Sciopero Cgil: per Brunetta e Sacconi un flop

A stoppare gli entusiasmi della Cgil che ieri, in riferimento allo sciopero indetto per dire no alla manovra iniqua, ha gridato al successo è stato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Secondo i dati giunti al suo dicastero, infatti, la percentuale di adesioni alla mobilitazione sindacale di ieri sarebbe stata minoritaria e avrebbe acceso l’ennesimo faro sul “masochismo italico” del sindacato e dell’opposizione.

L’insuccesso nei numeri del ministro – “L’adesione allo sciopero generale della Cgil alle ore 17 è del 6,99%“. Lo ha detto ieri il responsabile della Funzione pubblica, Renato Brunetta, snocciolando i dati elaborati dai tecnici del suo ministero. “La scuola è un capitolo a parte – ha aggiunto Brunetta – L’adesione è stata del 3,42% relativo al 56,45% del campione di riferimento. Nell’ultimo sciopero generale indetto lo scorso 6 maggio dalla Cgil – ha sottolineato il ministro – il dato riferito alla stessa ora presentava un’adesione del 13,28%: quasi il doppio di quello odierno”.

Masochismo italico – E ancora: “Il dato dell’adesione è molto piccolo – ha ribadito il ministro – Non si sentiva il bisogno di uno sciopero in questo momento. Il masochismo italico è uno degli elementi che hanno cambiato il mood negli ultimi due mesi”. E una sonora bocciatura allo sciopero indetto ieri dalla Cgil è arrivata ieri anche da Maurizio Sacconi: “Ha protestato un’Italia molto minoritaria – ha scandito il ministro del Lavoro – Le adesioni sono bassissime e dire minoritaria è già eccessivo rispetto alla dimensione molto contenuta delle adesioni. Mi auguro che la bassa adesione allo sciopero – ha concluso Sacconi – anche in un contesto così enfatizzato, porti a far riflettere la Cgil e il Pd circa la necessità di un clima di maggior condivisione”.

Maria Saporito