Serie B: la cadetteria italiana seconda solo a quella tedesca

Dietro la Germania – Forse esagerando, ma quando si pensa alla serie B si pensa alla povertà (calcistica si intende). Ma non è del tutto vero. O meglio, c’è chi sta peggio di noi. Dal punto di vista economico-finanziario, la serie cadetta è seconda solo alla Bundesliga 2 tedesca, secondo lo studio fatto da StageUp-Sport & Leisure Business e scaricabile sul loro sito (www.stageup.com). La serie B tedesca riesce a limitare i costi dei giocatori al di sotto del 50% del fatturato, la serie B all’84%, la Championship inglese al 93% e la Liga Adelante spagnola al 95%. Le società di casa nostra, quindi, sanno ripartire i costi meglio delle squadre inglesi e spagnole. Il problema deriva anche dalle poche presenze allo stadio: la media spettatori nel campionato cadetto dell’anno scorso è stata di 4.980 persone, con l’Atalanta che con 18mila di media comanda la classifica, mentre la chiude il Portogruaro con 1.360 spettatori di media. Un po’ pochino. Soprattutto perché in Italia solo l’8% dei guadagni di una società di serie B deriva dal botteghino degli stadi, mentre in Germania la percentuale tocca il 20%. Il futuro del campionato cadetto sarà quello di fare investimenti: da un lato sugli stadi per attrarre piu’ famiglie e dall’altro sui vivai per limitare il costo degli stipendi. Nelle ultime stagioni, comunque, la serie B sta vivendo una fase di rilancio, grazie al buon lavoro svolto negli anni passati nella direzione di crearsi una propria identità e alla presenza di nuove grandi piazze. E’ questa, quindi, la strada da seguire.

Giorgio Piccitto