Yara, l’assassino utilizzò un taglierino da piastrellista: dubbi su Fikri?

Nel giallo di Brembate di Sopra che ruota interamente intorno al misterioso omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne che scomparve il 26 novembre scorso dopo essere uscita dalla palestra comunale del piccolo paesino del Bergamasco, per poi essere ritrovata cadavere il 26 febbario, potrebbero esserci nuovi sviluppi. Novità che, se confermate, potrebbero portare gli inquirenti a rivedere alcune scelte fatte nei mesi scorsi.
Stando a quanto riportato dal settimanale Oggi, l’anatomopatologo Cristina Cattaneo avrebbe individuato il tipo di arma utilizzata dall’assassino per infierire – apparentemente per motivi inspiegabili – sul corpo dell’adolescente, incidendo sei tagli di cui uno, quello a forma di X attraversata da due linee parallele, capace di far discutere per numerose settimane i curiosi e gli esperti circa la possibilità di una matrice esoterica all’origine del delitto. Si tratterebbe di un taglierino utilizzato dai piastrellisti: uno di quegli arnesi usati per limare i bordi delle piastrelle dopo averle posizionate a terra.

Fikri – Il settimanale ipotizza un nuovo ritorno di attenzione nei confronti del marocchino Mohammed Fikri, l’operaio del cantiere di Mapello che per diverso tempo fu considerato il primo sospettato, fino al punto di essere arrestato. Il marocchino fu poi successivamente scagionato perché gli inquirenti si accorsero che vi era stato un errore di traduzione all’interno di un’intercettazione telefonica in cui l’indagato parlava con la fidanzata.
La natura dell’arma utilizzata contro Yara, però, fa sì che ritorni l’interesse verso il mondo dell’edilizia e in particolare di quel cantiere in cui i cani molecolari, pochi giorno dopo la scomparsa, fiutarono il passaggio della ragazzina.
Ad arricchire la gamma dei sospetti ci sarebbe anche la scoperta di un passato lavorativo da parte di Fikri nei pressi del campo di Chignolo d’Isola dove il 26 febbraio fu rinvenuto il cadavere della vittima.

S. O.