Bersani: Manovra insopportabile, grava sui ceti medi

Continuano a piovere le critiche sulla manovra economica messa a punto dal governo. Le soluzioni individuate da Tremonti&co. hanno, infatti, convinto poco il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, che è ieri tornato a bocciare il provvedimento già approvato in Senato con la fiducia. “E’ una manovra iniqua – ha tuonato Bersani – che grava soprattutto sui ceti medi“.

Manovra insopportabile – “E’ da irresponsabili andare avanti su una manovra che non può reggere, non può essere sopportata”. Con queste parole il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha ieri rinnovato la sua sonora bocciatura alla manovra economica rivista e corretta (per la quarta volta) da esecutivo e maggioranza per mettere in ordine i conti.

Il peso sui ceti medi – “Se si considera la delega assistenziale, il taglio delle detrazioni, il taglio ai servizi e l’aumento dell’Iva – ha spiegato il democratico – si vede che stanno facendo cascare addosso tutta la manovra sui ceti popolari, sui ceti medi e sui servizi, anche perché – ha continuato Bersani – la banderuola del contributo del 3% dai redditi sopra i 330mila euro può dare al meglio 140milioni di euro”.

Proposte alternative – Le soluzioni indicate dal governo sono, a parere del segretario del Pd, insufficienti e inefficaci. Da qui la richiesta di avviare un proficuo confronto: “Lancio un appello al governo e alla maggioranza – ha ripreso l’ex ministro dello Sviluppo economico – affinché alla Camera si possano discutere proposte alternative, meno recessive e chiedere, senza danno, a chi può dare un contributo”.

L’appello a Tremonti – Di più: “Chiedo al ministro del Tesoro di venire in Parlamento – ha aggiunto il numero uno dell’opposizione – per spiegare qual è il quadro di economia e finanza che evidentemente è da aggiornare visto che per arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 abbiamo bisogno di una una manovra da 40 miliardi ora e poi da 55 nel 2013 e da 59 nel 2014. Cosa si sta scontando – ha chiesto in conclusione Bersani – la recessione o l’inefficacia delle misure fatte fin qui?”.

Maria Saporito