Crisi Israele-Turchia: Erdogan mostra i muscoli. Barak invita alla calma

Crisi Israele-Turchia. Il braccio di ferro tra Israele e Turchia continua ancora, anche se da Gerusalemme si sta cercando in tutti i modi di far cessare la crisi diplomatica con Ankara. Dopo l’incidente della Mavi Marmara, l’espulsione dell’ambasciatore israeliano dalla Turchia e la guerra degli aeroporti, sono arrivate le dure parole di Erdogan, che potrebbero mettere in ginocchio le relazioni tra i due paesi. Il premier turco infatti si è detto pronto ad interrompere immediatamente i legami commerciali, militari e nell’industria della difesa con Gerusalemme, e ad iniziare anche un costante pattugliamento delle acque di fronte la Striscia di Gaza.

Erdogan pronto a visitare Gaza – Erdogan alza quindi la voce con Israele, vecchio alleato con il quale le cose non vanno più bene. Il premier turco ha annunciato infatti la rottura di qualsiasi legame con Gerusalemme e l’inizio di un pattugliamento delle acque vicine alla Striscia di Gaza. Striscia di Gaza che Erdogan potrebbe visitare nei prossimi mesi, se otterrà l’ok dall’Egitto. Da Israele però non arrivano risposte di fuoco alle intenzioni espresse dal politico turco, ma numerosi appelli alla calma ed al ritorno al dialogo tra i due stati. Uno di questi lo ha espresso il ministro della difesa israeliano Ehud Barak, dichiarando: “Siamo due paesi importanti per l’Occidente nella regione. Supereremo questi disaccordi. La cosa più importante è non entrare in una spirale. La Turchia non sta per diventare nemica di Israele, e noi non abbiamo motivo di sprecare invettive su questo tema. Alla fine questa ondata passerà”.

Simone Lo Iacono