Hockey, Lokomotiv come il Grande Torino: il dolore dello sport

Disastro aereo di Yaroslavl – Ventiquattro ore fa, sull’aereo di linea Yak-42, la squadra russa di hockey su ghiaccio del Lokomotiv di Yaroslavl era partita alla volta di Minsk, dove la attendeva la gara di esordio in campionato. Un viaggio che ha avuto durata breve: per cause non ancora accertate (probabilmente l’impatto con un’antenna radio), il velivolo ha preso fuoco subito dopo il decollo, andando a schiantarsi sulle rive del Volga. Un disastro aereo che ha rievocato nel cuore di tutti gli sportivi italiani il 4 maggio 1949, data tristemente storica per il pallone nostrano. Quel giorno il mondo disse addio al Grande Torino, la cui gloriosa storia venne spezzata sulle colline di Superga. Ieri come allora, due grandi squadre cancellate da incidenti aerei.

La tragedia di ieri –  Sul jet viaggiavano 45 persone. Oltre agli otto membri dell’equipaggio, erano presenti tutta la prima squadra del Lokomotiv, quattro ragazzi delle giovanili e i membri dello staff tecnico. Soltanto due i superstiti: Aleksandr Sizov, ingegnere di bordo, e Aleksandr Galimov, attaccante della squadra, ustionato sull’80% del corpo e ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Fatalità, la notizia è giunta proprio mentre era in corso la prima gara della stagione, quella tra Oufa e Mytishchi: i giocatori hanno interrotto l’incontro e si sono uniti ai tifosi in un commosso minuto di silenzio. Il campionato KHL – Kontinental Hockey League – è stato sospeso a tempo indeterminato.

“Rendere onore alla loro memoria” – Proprio come il Torino degli anni ’50, il Lokomotiv di Yaroslavl era una squadra di primissimo piano, tra le più note nel suo paese. Negli ultimi quindici anni aveva vinto tre volte il campionato (1997, 2002 e 2003), piazzandosi due volte al secondo posto e quattro volte al terzo. “Ora dobbiamo fare tutto il necessario per rendere adeguatamente onore alla loro memoria, e naturalmente sostenere le famiglie. La Federazione Hockey su Ghiaccio farà tutto ciò che è in suo potere, come è giusto che sia“, le parole del presidente Vladislav Tretyak. “Faremo tutto il possibile perché l’alto livello dell’hockey di Yaroslavl continui a vivere“, ha fatto eco Alexander Medvedev, numero uno della KHL.

Pier Francesco Caracciolo