La Rai censura un matrimonio gay: per quale motivo?

Matrimonio gay – C’è da dire che spesso e volentieri è difficile comprendere le dinamiche che portano le emittenti televisive a censurare determinate cose e a trasmetterne altre “per amor del vero”. Ogni telegiornale pullula di notizie relative a violenze d’ogni tipo, anche su bambini; trasmissioni intere vengono dedicate ad omicidi che riescono a scuotere magicamente la coscienza comune. Si propinano ai telespettatori le cronache di Avetrana, eppure i matrimoni gay non possono essere mandati in onda nemmeno se facenti parte dell’intreccio di una fiction leggera e divertente come “Un ciclone in convento”. Viene spontaneo chiedersi perché un telespettatore medio dovrebbe trarre beneficio dalla visione di interi programmi che trasformano la cronaca nera in gossip ma non dalla puntata di una fiction in cui due uomini convolano a nozze.

Censura – A quanto pare la scelta di Mauro Mazza è stata dettata dalla voglia di far sì che un tema di grande attualità come quello dei matrimoni omosessuali non venisse banalizzato. Se tale giustificazione dovesse essere una spiegazione e non una scusa, la questione sarebbe ancora più grave. Non si può banalizzare la questione dei matrimoni gay? Cos’è tutta questa sacralità che di punto in bianco circonda la faccenda? Il fatto è che, probabilmente, l’intrattabilità di tali argomenti spesso non è che una forma di razzismo più subdola, e che fra i numerosi telespettatori Rai ve ne sono certamente molti che preferirebbero vedere due uomini sull’altare piuttosto che numerosi “pellegrini” che nel weekend s’imbarcano per recarsi a casa Misseri.

Martina Cesaretti