Meredith, negate nuove perizie scientifiche. Knox e Sollecito sperano

Il processo d’Appello per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa il 1° novembre 2007 in circostanze tuttora non chiare, potrebbe davvero riservare notevoli sorprese al momento della sentenza che dovrebbe essere resa nota tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre.
I maggiori entusiasmi, negli ultimi giorni, sono stati registrati tra i legali dei due imputati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox condannati in primo grado rispettivamente a 25 e 26 anni di reclusione: infatti, dopo la conferma da parte dei periti nominati dal presidente della Corte d’Appello della precarietà dei rilievi scientifici fatti sui due reperti – un coltello e un gancetto del reggiseno appartenuto alla vittima – dagli uomini della Scientifica, è giunto anche il rifiuto di nuove perizie, richieste stavolta dall’accusa, da affidare a esperti differenti rispetto ai due de La Sapienza che hanno dimostrato come le prime analisi non abbiano rispettato i protocolli previsti a livello internazionale.

Assoluzione in vista? – La speranza dei due imputati di vedersi annullata la condanna ricevuta in primo grado, adesso, non sembra più una chimera. A parlare è stato il padre di Amanda Knox, Curt, che ha dichiarato: “Amanda inizia a vedere la fine del tunnel in cui è entrata quattro anni fa nonostante la sua innocenza“.
Questo processo però, che in un primo tempo sembrava incanalato su un binario ben preciso, ha dimostrato di poter accogliere colpi di scena uno dopo l’altro, quindi, non rimane che attendere la sentenza.

S. O.