Parti cesarei, a Milano il 30% in meno che nel resto d’Italia

Milano, meno cesarei. Milano vanta il tasso più basso dei bambini nati con parto cesareo, solo il 30% del totale contro il 40% della media nazionale. Le soglie raccomandate dall’Oms si limitano al 15%. Questi i risultati dell’indagine “Naturale o cesareo? Il parto che divide”, presentati ieri a Palazzo Marino. La ricerca è stata realizzata dall`Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), in collaborazione con il settimanale “Io Donna” e il Dipartimento di salute materno infantile dell’Oms, su un campione di mille donne di età compresa fra i 20 e i 40 anni.

Paura del dolore. Seppure nel capoluogo lombardo il tasso sia più basso della media nazionale, l’Italia si conferma come una fra le nazioni in cui si effettua il più alto numero di parti cesarei,  il Paese con le percentuali più elevate d’Europa (4 bambini su 10 nascono con cesareo). Tra le motivazioni che inducono a tale scelta vi sono la paura di soffrire durante il parto e di far soffrire anche il nascituro, la possibilità di “programmare il parto“, la mancata disponibilità in ospedale dell’epidurale e la maggiore sicurezza.

Valutare ogni singolo caso. L’assessore alle Politiche sociali e Servizi per la salute Pierfrancesco Majorino ha dichiarato: “Crediamo che la valutazione del parto cesareo e dei suoi effetti sia un’utile occasione di confronto tra istituzioni, città, comunità scientifica. L’Amministrazione comunale intende quindi sostenere e appoggiare gli ospedali milanesi e le strutture sanitarie che sono impegnate in una campagna di informazione rivolta alle future mamme sui potenziali benefici e danni del taglio cesareo, in modo tale che non si abusi del cesareo ma venga attuato solo laddove le effettive necessità cliniche della donna lo richiedano”.

Adriana Ruggeri