Confindustria: Paese in pericolo. Governo agisca o se ne vada

Roma – Confindustria: “C’è un problema di credibilità molto serio. Il Paese è in pericolo“. Passera:Serve piano per la crescita“. Cgil:  “Porteremo la manovra alla Corte Costituzionale“.

Marcegaglia: Paese in pericolo – Allarme lanciato da Confindustria sulla situazione economica del nostro paese: “Oggi il nostro paese è in pericolo“. Sono le parole di  Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria alla festa dell’Udc.
Nei prossimi giorni il governo deve essere in grado di fare velocemente una grande operazione. Altrimenti deve trarne le conseguenze. Noi facciamo un altro mestiere ma c’è un problema di credibilità molto serio: o questo governo dimostra di essere in grado di fare una grande operazione in termini di equità e di visione a medio termine e di superare i veti nei prossimi giorni oppure deve trarne le conseguenze perché il paese rischia molto, non possiamo rimanere in questa situazione di incertezza“, parole che suonano come un vero e proprio ultimatum al governo.
Sulla manovra il giudizio della Marcegaglia è critico perchè “per il 60% è composto da nuove tasse. Passiamo a una pressione fiscale pari al 44,5%, cioè il massimo storico in Italia. Si tratta di una manovra depressiva. Inoltre non contiene interventi strutturali: bisogna affrontare il nodo pensioni, fare le liberalizzazioni e le privatizzazioni“.

Le soluzioni – Secondo la Marcegaglia si deve intervenire anche sui costi della politica “senza demagogia perchè in un momento complicato come questo non bisogna accendere la miccia dell’antipolitica. Ma per riuscire a tornare a crescere dobbiamo dare più fiducia alla gente. Ognuno di noi deve fare un passo indietro perchè in questa fase ognuno protegge se stesso. Quindi tutti facciano sacrifici a partire da chi ha di più: bisogna mettere insieme un sistema per cui abbassiamo le tasse su chi tiene in piedi il paese cioè i lavoratori e le imprese e alzarle sul resto: Iva, patrimoni, rendite, su tutto quello che è necessario“.

Gli emendamenti alla manovra –  Dopo il sì del Senato
sono circa 400 gli emendamenti al decreto legge già presentati in commissione bilancio della Camera. Una ventina sono solo del Carroccio. Per l’opposizione, il Pd ha firmato un centinaio di testi, l’Idv una settantina e 15 il Terzo polo.

 Matteo Oliviero