Il Movimento 5 stelle sabato in piazza: Vogliamo un Parlamento pulito

Roma – Il Movimento 5 stelle torna in piazza a Montecitorio per chiedere dove siano finite le 350 mila firme depositate 4 anni fa per rendere ineleggibili i condannati per reati penali in via definitiva.

Il “cozza day” – Domani 10 settembre si svolgerà il primo“Cozza Day”, “, ovvero “il giorno delle cozze parlamentari abusive”.
Ad annunciarlo è il comico genovese Beppe Grillo, promotore della raccolta firme contro i condannati in Parlamento.
Lui con il Movimento 5 stelle sarà a Roma davanti a Montecitorio per chiedere le ragioni del silenzio sulla legge di iniziativa popolare per la quale hanno firmato 350mila italiani.
Il Cozza Day cade in un momento strategico”. Ovvero nel periodo di discussione della manovra e a pochi giorni dallo sciopero generale indetto dalla Cgil. “Vogliamo riportare all’attenzione dell’opinione pubblica i nostri cavalli di battaglia: dai costi della politica, alla corruzione che costa al Paese 60 miliardi di euro. Soldi dei contribuenti che potrebbero essere risparmiati con il test di integrità per individuare gli amministratori non virtuosi. Non siamo ‘quelli del no’, abbiamo proposte concrete”, fanno sapere i promotori.

La proposta – Le proposte prevedeva l’ineleggibilità al Parlamento dei condannati per reati penali in via definitiva e per quelli di primo e secondo grado con processo in corso, il ripristino dell’elezione diretta dei candidati attraverso la preferenza unica e il limite di due mandati ai parlamentari.
Ovviamente la classe politica non ha mai affrontato il tema, dato l’alto numero di condannati in via definita che siedono in Parlamento.
I condannati non possono fare i bidelli o gli operatori ecologici, ma possono sedere a Palazzo. E’ un sistema in cortociruito”, spiega Davide Bono, consigliere del Movimento 5Stelle in Piemonte.
Quattro anni fa abbiamo portato a casa 350mila firme, che sono anticorpi della società civile contro la partitocrazia. E non sono nemmeno state considerate. Siamo davanti a una classe politica di incompetenti”.

Matteo Oliviero