Egitto, assalto all’ambasciata di Israele: bandiera rubata

Alta tensione Egitto-Israele. Centinaia di manifestanti hanno assaltato stamane l’ambasciata israeliana del Cairo. Staccatisi dalle violente proteste di piazza Tahrir, i dimostranti si sono scagliati contro un muro eretto pochi giorni proprio a protezione della sede diplomatica. Nonostante un fitto cordone di poliziotti, di cui alcuni colpiti da una violenta sassaiola, sono riusciti a distruggerlo a colpi di martello per poi abbatterlo con una fune. Penetrati all’interno dell’ambasciata, i manifestanti hanno ripetutamente gridato “fuori, fuori” chiedendo l’espulsione immediata dell’ambasciatore israeliano in Egitto. Un contestatore è poi riuscito ad arrampicarsi sull’edificio principale e a staccare la bandiera con la Stella di Davide.

Un messaggio chiaro. “Quest’azione dimostra la rabbia e la frustrazione percepite dei giovani rivoluzionari egiziani contro Israele soprattutto dopo i recenti attacchi israeliani ai confini egiziani che hanno portato all’uccisione di militari egiziani” ha affermato all’agenzia di stampa Reuters l’analista politico egiziano Nabil Abdel Fattah. Lo scorso 22 agosto infatti cinque poliziotti di frontiera furono uccisi da alcuni ufficiali israeliani nel deserto del Sinai. Un episodio che fece esplodere ferocemente l’odio già radicato per Israele, il quale adesso si mescola al duro clima di proteste per la richiesta di nuove riforme. L’Egitto infatti, dopo l’allontanamento di Mubarak, sta vivendo una fase di stallo e di profonda incertezza: in questo clima sta emergendo con forza la posizione dei Fratelli Musulmani, partito fortemente antisionista. Non è una buona notizia per Israele, né per l’Europa e gli Stati Uniti: l’Egitto infatti tenderà sempre di più verso l’Islam.

Emanuele Ballacci