F1 Monza Rocks: i Jamiroquai, alieni nel cielo di Monza (foto)

F1 Monza Rocks, Jamiroquai, Concerto, Foto. Ad un paio di giorni dal Gran Premio d’Italia, i Jamiroquai regalano un’emozione unica allo stadio Brianteo di Monza.
Il leader carismatico Jason Kay, grande appassionato di motori e di Ferrari, non poteva mancare a questo grande evento, “F1 rocks”, rassegna che è stata lanciata al Grand Prix di Singapore nel 2009 e unisce lo sport con la musica. ‘F1 Rocks’, infatti, consiste in una serie di eventi musicali dal vivo, nelle città che ospita le gare di Formula Uno.
L’evento è stato realizzato con il Patrocinio dell’Assessorato al Turismo e Spettacolo del Comune di Monza. Il concerto della band britannica è aperto dai Planet Funk, gruppo musicale italiano.

Il concerto. Sono le 22 e, puntuali come orologi svizzeri, i Jamiroquai salgono sul palco, precedendo l’ingresso del carismatico leader Jason Kay. La presenza scenica è come sempre unica e irripetibile: vestiti sportivi, il classico copricapo da capo indiano tinto in questo caso di nuance viola e, per l’occasione, una bandiera gialla della Ferrari.
Durante tutte le due ore di concerto, Jay Kay ribadirà più volte il suo amore per le auto, la velocità e in particolare la casa di Maranello.

I Jamiroquai sono soliti esibirsi su palcoscenici molto grandi con platee altrettanto gremite, per dare spazio ad una scenografia importante e ingombrante. Non è questo il caso del concerto di Monza, sul palco un solo grande schermo a led alle spalle dei musicisti su cui sono proiettati video tematici: le auto, la velocità, lo spazio e il futuro. Il deficit visivo è però pienamente colmato dall’intimità di un concerto in uno spazio moderatamente piccolo che permette ad ogni singolo spettatore di vivere con i suoi occhi un’esperienza unica e irripetibile.

La scaletta. Il brano che apre il concerto è “Rock dust light star”, che è anche il titolo dell’ultimo album della formazione britannica.
E’ un susseguirsi di brani vecchi e nuovi. 15 anni di storia della band raccontati con estrema precisione e lucidità.
E’ il momento delle hit degli anni precedenti: “Cosmic girl”, “Little L” e  “Canned Heat” proposta in una versione inedita.
Il pubblico apprezza, anche se le canzoni sono spesso presentate in una forma diversa dall’originale: il sound è però sempre quello dei Jamiroquai.
I musicisti che accompagnano Jason Kay sono straordinari professionisti. Siamo in uno stadio, eppure l’acustica fa invidia ai migliori locali dove si ascolta musica rock.

Si ritorna ai nuovi brani, presenti nell’ultima fatica della band: “All good in the hood” e “Hey Floyd”.
Jason Kay è instancabile: balla con un’energia che sorprende sempre, canta con una naturalezza e precisione che pochi musicisti possiedono, dirige in continuazione la sua band e i suoi fonici in modo quasi maniacale, per ottenere un risultato perfetto. La performance è talmente curata e precisa, da sembrare quasi un disco registrato. Ma non è ovviamente così e lo si capisce dai virtuosismi e dalle improvvisazioni sensazionali di tutta la band.

L’apice dello show. Il momento forse più intenso del concerto è con “Love Foolosophy”: la prima parte è solo per chitarra acustiva e voce, lo stadio Brianteo è in assoluto silenzio; la seconda parte è invece un’esplosione di sonorità funky che infiammano il pubblico, con innesti di assoli di ogni componente della band, che prende i suoi meritati applausi. Il tutto sotto le mani di Jason Kay, instancabile direttore della sua “orchestra”.

E si ritorna ancora indietro negli anni con pezzi come “Travelling without moving” e “Alright”, fino ad arrivare all’ultimo brano “Deeper underground”, pezzo incluso nella colonna sonora del film Godzilla.

C’è tempo ancora per un’ultima chicca: i Jamiroquai rientrano sul palco, acclamati dalla folla, per proporre “White knuckle ride”. Alle spalle dei musicisti sul wall appaiono immagini sorprendenti di inseguimenti tra elicotteri e automobili.
E in un momento autocelebrativo, Jason Kay mostra con orgoglio che è proprio lui il protagonista dei video: è lui a pilotare l’elicottero ed è lui a guidare le automobili.

I Jamiroquai salutano così lo stadio Brianteo e la folla accorsa all’evento.
Se gli alieni esistono, beh Jason Kay è probabilmente uno di loro.

Pier Luigi Balzarini

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Fotografie di Pier Luigi Balzarini, in esclusiva per Newnotizie