Piazza Affari: un nuovo venerdì all’insegna del crollo

Piazza Affari fa registrare un nuovo finale di seduta da brivido, chiudendo, come le altre borse europee, in netto calo. Se è vero che gli investitori ieri sono un po’ delusi dal piano di Barack Obama per il rilancio del mercato del lavoro, il colpo di grazia è arrivato da alcuni segnali pomeridiani dell’instabilità che sta sempre più affliggendo i mercati del Vecchio Continente.
Nel pomeriggio di ieri, venerdì 9 settembre, è arrivata, infatti, la notizia dell’annuncio delle dimissioni da parte del capoeconomista della Bce Juergen Stark, ufficialmente per ragioni personali ma, secondo fonti vicine al board dell’istituto centrale, per aperto contrasto con la politica della Banca centrale europea di acquisto di titoli di stato sul mercato secondario.
In tardo pomeriggio, ancora, si sono fatte più insistenti le voci circa un sicuro default della Grecia, incapace di mettere in piedi un vero piano di uscita dalla crisi.

Le paure per l’euro. Il trend di queste ultime settimane e le notizie circolate ieri hanno spinto ad una fuga collettiva da parte degli investitori dai mercati finanziari dopo un giovedì all’insegna di segnali, invece, positivi. L’indice FTSE Mib ha chiuso in calo del 4,93% e l’Allshare del 4,53%. Bilancio pesante soprattutto per i bancari, con lo stoxx del settore che cede il 4,90% e diversi istituti italiani che vanno ben oltre la media del comparto. Basti pensare che Unicredit ha chiuso a -8,22%, Intesa a -8,09% e Banco Popolare a -8,14%.
A ruota i titoli industriali Fiat e Fiat Industrial, che cedono oltre il 7%, e Pirelli, che perde il 5%.
Giù anche Enel, -5,51%, pesante rispetto allo stoxx del settore utilities, -2,82%, e Stm, -4,60%, mentre vola Edison, +9,39%, in vista del lancio di un’Opa da parte di Edf, ormai azionista di maggioranza di Foro Bonaparte.

M.N.