‘Barbie Girl’, la peggior canzone degli anni Novanta

Un decennio rock contaminato da musica spazzatura. Non ci sono solo le 500 migliori canzoni della storia della musica. La rivista Rolling Stone ha stilato insieme ai suoi lettori una classifica delle canzoni peggiori degli anni Novanta. Secondo il magazine statunitense, alcune canzoni hanno la pecca di essersi affiancate a brani che hanno fatto la storia del rock. Un decennio di musica indimenticabile, in cui sono nati il Grunge e l’Alternative Rock. Basti pensare a band come U2, Pearl Jam, Radiohead, Nirvana, Rem. Ed è proprio su questo che il magazine ha da ridire, visto che in quegli anni in radio non si ascoltavano troppe canzoni dei Radiohead, ma è stata prodotta per lo più musica spazzatura.

La top ten. La medaglia d’oro spetterebbe a ‘Barbie Girl’ degli Aqua. Pur rimanendo ai primi posti in classifica per molte settimane, la canzone della band danese/norvegese fu oggetto di numerose critiche non solo per il videoclip, ma anche per il testo: la bambola non solo dichiara di essere ‘un’oca bionda’, ma invita Ken a spogliarla e a fare sesso con lei. Tant’è che la Mattel denunciò per diffamazione la band anche se quest’ ultima  fu assolta dal tribunale, perché la canzone fu considerata una parodia.  Al secondo posto si classifica la ‘Macarena‘ del duo Los del Rio, anche se rimase per circa 14 settimane di fila il singolo più venduto e più trasmesso nelle radio americane. Sul gradino più basso del vergognoso podio si piazza ‘Achy Breaky Heart’ di Billy Ray Cyrus, bocciata dalla critica per il “testo smielato e strappalacrime”.  Scendendo dai gradini del podio, troviamo il rapper americano Vanilla ice con ‘Ice ice baby‘: una canzone che alterna al rap un ritornello che riprende decisamente il basso di ‘Under Pressure’ dei Queen. Per la precisione, però, la canzone è datata 1989.  Al quinto posto c’è  la band inglese Chumbawamba con ‘Tubthumping‘ che è anche stata la colonna sonora di Fifa World Cup 98.  Al sesto posto gli Hanson con ‘MMMBop‘, che comunque resta uno dei singoli di debutto di maggior successo negli Stati Uniti. Al settimo, l’indimenticabile ‘My heart will go on‘ di Cèlin Dion che ha venduto 27 milioni di copie in tutto il mondo. Secondo la rivista cult della musica, la canzone è “invecchiata molto male proprio come il Titanic.” “Tuttavia se l’avessimo ascoltata a 13 anni – continua il magazine – magari guardando la pellicola, probabilmente ci saremmo messi a piangere”. Successivamente ritroviamo ‘Who Let The Dogs Out?‘ di Baha Men che, sebbene sia uscita nell’anno 2000, è considerata da Rolling Stone un tipico prodotto degli anni ’90. Al penultimo posto ‘I’m too sexy‘ di Right Said Fred.  Infine, in ultima posizione, ma per assurdo la meno peggio in questa classifica, ‘What’s up?‘ delle 4 Non Blondes. Questa canzone fu scritta da Linda Perry che, anni dopo l’abbandono del gruppo, rinnegò il suo stesso brano: “Non che fossi una grande fan della mia band; quell’album non mi piaceva affatto e la canzone non diceva nulla di me”.
De gustibus.

Giusi Taurisano