Berlusconi vola a Strasburgo. Salta interrogatorio su caso Tarantini

E scatta il legittimo impedimento. Proprio quando i pm di Napoli, indaffarati a trovare il bandolo della matassa sull’affaire Tarantini-Lavitola, avevano raggiunto un accordo col Cavaliere per un interrogatorio fissato tra due giorni, il presidente del Consiglio si vede costretto a dare forfait. Il motivo? Un incontro “indifferibile” con due pezzi da novanta dell’Ue, che si sono spesi a difesa dell’Italia e meritano adesso tutte le attenzioni del capo del governo.

Incontri irrinunciabili – L’interrogatorio di Silvio Berlusconi, fissato per martedì 13 settembre con i pm di Napoli che stanno indagando sulla presunta estorsione ai suoi danni, verrà rinviato. La notizia è giunta nel pomeriggio di ieri come un fulmine a ciel sereno, ufficializzata da una nota diffusa da palazzo Chigi, nella quale è stata evidenziata la necessità di onorare alcuni sopraggiunti impegni comunitari. “Barroso e Van Rompuy – si legge – si sono esposti personalmente sulla manovra italiana, il loro sì è arrivato già la notte in cui il testo è stato approvato al Senato. Sembra corretto, oltre che doveroso, incontrarli, spiegare il dettaglio e ringraziare e discutere su quello che deve essere ancora fatto”.

Fuga dalle toghe? – Un incontro definito “indifferibile”, che porterà il Cavaliere prima a Bruxelles, dove nella mattinata di martedì riferirà a Herman Von Rompuy, presidente del Consiglio Ue, e poi nel pomeriggio a Strasburgo per un faccia a faccia con il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. I sopraggiunti impegni europei del premier hanno lasciato di stucco gli esponenti dell’opposizione, che hanno gridato all’ennesima “furbata” del presidente del Consiglio, in perenne fuga dalle toghe. Ma è davvero così?

L’insistenza del Cavaliere – I beninformati sostengono che gli appuntamenti con Von Rompuy e Barroso siano stati concertati all’ultimo momento su insistenza di Silvio Berlusconi. Se il rumor venisse confermato accerterebbe la scarsa volontà del premier a lasciarsi interrogare dai magistrati su un argomento scivoloso come quello della presunta estorsione ordita ai suoi danni dai due amici Lavitola e Tarantini. Il premier – è la tesi dei suoi detrattori – sarebbe insomma terrorizzato dalla possibilità di scoperchiare un vaso di Pandora quanto mai imbarazzante e starebbe tentando in ogni modo di procrastinare il faticoso appuntamento con i togati.

In attesa di una nuova data – La notizia, che ha intanto raggiunto anche la Procura di Napoli, non sembra aver suscitato eccessivo clamore tra i pm. Il capo Giovandomenico Lepore, interpellato sul forfait presidenziale, si è infatti limitato a dire: “Vorrà dire che fisseremo una nuova data“. Legittimo impedimento permettendo.

Maria Saporito