Genova, No Tav e familiari strage di Viareggio contro l’ad delle Ferrovie

Un venerdì di tensione, e probabilmente paura, quello vissuto da Mauro Moretti, amministratore delle Ferrovie dello Stato. Moretti era stato invitato a Genova in occasione della Festa del Pd per parlare di alta velocità e più in generale di trasporto ferroviario; insieme a lui, a dare vita al dibattito sarebbe dovuta essere l’eurodeputato Deborah Serracchiani, anche lei esponente del Partito Democratico.
Utilizziamo il condizionale perché in verità l’incontro è avvenuto solo fisicamente; i programmi, infatti, sono saltati quando un gruppo di manifestanti vicino al movimento No Tav ha iniziato a protestare veementemente.

Striscioni e spinte – Le proteste dei No Tav sono iniziate con cori e striscioni – uno di essi recitava “La Tav non passerà” – ma poi, ben presto, si sono trasformate in scontri con le forze dell’ordine intervenute in assetto antisommossa. Nel corso dei tafferugli, è rimasto ferito, seppur in maniera non grave, un addetto alla sicurezza della manifestazione.
A commentare la vicenda è stato Matteo Mauro, responsabile nazionale Trasporti per il Pd e, per l’occasione, anche colui che avrebbe dovuto fungere da moderatore del dibattito: “Il Pd ha subìto un’aggressione da parte di sedicenti No Tav. La stragrande maggioranza dei contestatori erano dei centri sociali di Genova”.

Strage di Viareggio – A movimentare l’avvenimento, però, sono state anche le proteste dei familiari della strage di Viareggio, nella cui stazione ferroviaria, il 29 giugno 2009, morirono trentadue persone a causa del deragliamento di un treno merci.
Veementi le parole scagliate contro Moretti dai manifestanti: “Una persona degna si doveva dimettere il giorno dopo l’incidente, invece lui è ancora lì.  Si vanta di avere risanato il bilancio delle Ferrovie, ma lo ha fatto tagliando sulla sicurezza“, ha dichiarato un membro dell’associazione Il mondo che vorrei.
Ai manifestanti Moretti ha risposto così: “C’è un processo, sono convinto che i responsabili verranno fuori, anche io voglio la verità. Non ho mai visto tanta inciviltà sono successi altri incidenti ferroviari, eppure siamo sempre stati assolti“.

S. O.