Muore Michael Hart, l’uomo che ha inventato l’ebook

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:41

Oggi l’ebook sta sgomitando per farsi spazio, guadagnando sempre più ampie porzioni della scena sotto diversi punti di vista, economici, culturali di costume. Quarant’anni fa le cose erano un po’ diverse e Michael Hart lo sapeva bene. Lui che l’ebook l’ha praticamente inventato, ma che purtroppo non potrà assistere di persona a quella rivoluzione che per primo aveva perseguito. L’informatico statunitense è morto infatti lo scorso 6 settembre, a 64 anni, abbandonano la scena dove la sua creatura si appresta a diventare l’indiscussa protagonista.

Fondazione Gutenberg – Era il 4 luglio del 1971 quando Michael Hart ebbe l’idea di trasferire sul pc la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, dando di fatto vita al primo libro digitale, copiato con pazienza certosina, battendo sulla tastiera ogni parola. In un’intervista per La Stampa dello scorso gennaio, Hart aveva detto: «Altro che scanner, all’epoca si doveva fare tutto a mano. Ma quando Internet non si chiamava ancora Internet, noi c’eravamo già». Fu così che nacque la Fondazione Gutenberg, la cui affascinante ed allora utopica portata era già segnalata dal nome, dietro al quale una vera e propria equipe di volontari amanuensi digitali copiava al computer i libri. Nel ’97 i titoli realizzati erano circa trecento, ma con l’avvento di internet tutto prese un’altra piega, e lo dimostra il fatto che oggi sul sito della Gutenberg sono disponibili più di 36 mila titoli, la maggior parte in inglese, ma anche in francese, tedesco, italiano e latino.

Il sogno che si realizza – Oggi colossi come Amazon, Google e Apple stanno investendo forte sulle nuove risorse e sui nuovi mercati del libro digitale, ma senza dubbio le maggiori disponibilità economiche ed un contesto più maturo assicurano quantomeno un percorso in discesa. Michael Hart non disponeva di queste sicurezze, ma a lui e ai suoi bastava il sogno di vedere tutta la letteratura trasferita sui computer e poi sul web, disponibile per tutti, con pochi clic. Sempre a La Stampa rivelava: «Oggi a pranzo ero seduto vicino a una persona che a un certo punto ha iniziato a leggere un libro sul suo telefonino. È da lì che passerà il futuro». Un’idea di cultura ancora romantica, che Hart perseguiva non con la mentalità del venditore o dell’imprenditore, ma come comunicatore del sapere. Era in questo che credeva, nella possibilità di mettere i libri, i pilastri frutto dell’intelletto umano, a disposizione del più ampio numero di persone, con la convinzione che essi, in qualsiasi formato si presentassero, sarebbero stati sempre e comunque sinonimo di libertà.

Andrea Camillo

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!