Roma: costretta a vivere in auto, soffre di MCS

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:36

Vive in macchina a Roma. Una storia che ha dell’incredibile, direttamente da Roma. Una donna costretta a vivere per due anni nella sua auto, perchè affetta da una malattia rara che in pochissimi conoscono e che è difficile da diagnosticare. Ester Lupo, questo il nome della donna 41 enne di origini baresi, è ammalata di MCS, la Sensibilità Chimica Multipla, una sindrome immunotossica infiammatoria che altera il funzionamento di alcuni enzimi e che non permette alla donna di entrare in contatto con alcuna sostanza chimica. Tra i suoi nemici ci sono detersivi, profumi, fertilizzanti e pesticidi. Per questo l’unico rifugio “sicuro” era diventato la sua macchina, parcheggiata a pochi passi dall’Ospedale San Giovanni a Roma.  Ha collezionato ben 4 mila euro di multa per divieto di sosta.

La storia di Ester. I problemi di Ester sono iniziati circa dieci anni fa, quando dopo aver usato un balsamo per capelli la donna è finita all’ospedale di Rieti con una crisi respiratoria. “Stavo male ma non sapevo perché – prosegue – Ci sono voluti tre anni per capire cosa mi stesse succedendo”. Tre anni di indagini e di incessante pellegrinaggio tra tanti ospedali e cliniche private della Capitale, per capire che la sua non era una semplice allergia. La risposta le è arrivata da un programma televisivo che parlava di pazienti colpiti da una malattia che presentava i suoi stessi sintomi, tra cui anche la ridotta capacità di metabolizzare anche alcuni farmaci . Non poteva sopportare l’odore del bucato e il profumo dei colleghi, ma anche i detersivi e tutti i prodotti per l’igiene personale con bicarbonato, aceto e farina di ceci. Oggi Ester non si separa mai dalla sua mascherina e si tiene “a distanza di sicurezza” dai passanti:  anche lo smog e le polveri sottili per lei sono un problema. “Ascoltando gli altri malati ho capito che quello che feriva di più era l’indifferenza che ci circondava – questo lo sfogo della donna. Con l’associazione Anchise abbiamo voluto dare un punto di riferimento a chi deve combattere contro questa patologia”.

Adriana Ruggeri