Al via la stagione autunnale del Maxxi

Il Maxxi dà il via alla stagione espositiva autunnale e lo fa con due mostre d’eccezione: “Exhibiting the collection. Progetti dalle collezioni del Maxxi Architettura. 1950-2010”, a cura di Maristella Casciato e “Nature. Campo Baeaza. El arbol de la creacion” a cura di Manuel Blanco.

Tra architettura e natura – Una selezione di oltre 70 tra disegni e modelli di 19 autori, per la prima esposizione, la maggior parte dei quali mai esposto prima, come il modello per il concorso del Ponte sullo Stretto di Messina di Sergio Musmeci, alcuni dei progetti finalisti per la costruzione del Maxxi stesso, tra cui quelli di Rem Koolhaas e Jean Nouvel. E, ancora,  il progetto di Toyo Ito per un Centro benessere a Torrevieja in Spagna, i disegni e collage per la copertura del Giardino Romano ai Musei Capitolini, ultimo progetto realizzato dell’architetto Carlo Aymonino, le 8 cartoline postali di Yona Friedman, visionario architetto di origine ungherese, acquisite dal museo grazie al contributo dei donors, i sostenitori privati che hanno aderito al progetto I live Maxxi. Oltre 50.000 elaborati progettuali, 25.000 fotografie, diapositive, lastre fotografiche, numerosi modelli, corrispondenze e documenti, sculture, tempere, volumi e periodici, video e registrazioni audio, raccolti a partire dal 2001 ed entrati a far parte della collezione del Maxxi Architettura.
“Nature. Campo Baeaza. El arbol de la creacion” segna, invece, la terza tappa della rassegna “Nature” curata da Pippo Ciorra, un ciclo espositivo diviso in quattro appuntamenti che analizzano il rapporto tra architettura e natura attraverso il lavoro di quattro architetti e studi di architettura tra i più interessanti nel panorama contemporaneo. “El arbol de la creacion” di Manuel Blanco, raffigura una grande e simbolica chioma di un albero, i cui frutti sono i progetti realizzati dall’architetto spagnolo negli ultimi venti anni.

Altri appuntamenti – La programmazione autunnale del Maxxi continua con “Indian Highway”, la grande mostra collettiva itinerante, realizzata in coproduzione con Serpentine Gallery di Londra e Astrup Fearnley di Oslo, che sarà inaugurata il prossimo 21 settembre. Curata da Julia Peyton-Jones, Hans Ulrich Obrist, Gunnar B. Kvaran e Giulia Ferracci (Maxxi Arte), l’esposizione traccia un ritratto a 360 gradi del subcontinente e del suo “miracolo”, attraverso le particolari visioni di trenta acuti e disincantati artisti. In mostra anche le installazioni pensate per il museo da N.S. Harsha, Desire Machine Collective, Hemali Bhuta e Sumaksi Singh.

Valentina De Simone