Bce: vediamo rallentamento economia, non recessione

“Vediamo chiaramente un rallentamento dell’economia rispetto ai mesi scorsi ma non una ricaduta in recessione”. È quanto ha detto a Basilea il presidente uscente della Bce, Jean-Claude Trichet, nella sua veste di numero uno del Global Economy Meeting al termine della riunione della Banca dei Regolamenti Internazionali. Intanto i titoli di debito, e gli azionari in generale, pagano l’incubo del default della Grecia, con le banche francesi in pieno mirino della speculazione.

Nessuna nuova recessione. “Abbiamo una discussione franca nella riunione dei governatori e siamo tutti concordi, ciascuno in base alle proprie proiezioni, che l’economia ha rallentamento significativamente ma questo non significa che siamo ricaduti in recessione o che questo possa accadere. Abbiamo anche tutti convenuto che vanno prese in giusta considerazione le diverse circostanze nazionali e i governi che hanno problemi di fiducia sui mercati riguardo le loro politiche fiscali devono agire in questo senso ponendo grande attenzione ai propri programmi di medio termine di consolidamento dei conti pubblici. Occorre ridurre il debito, ma al tempo stesso stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro”, ha rincarato Trichet al Global Economy Meeting di Basilea.

Banche sotto assedio. La speculazione aggravatasi dopo i dubbi sollevati sulla tenuta della Grecia e le incertezze sul debito sovrano di altri membri Ue non ha risparmiato i titoli di debito emessi dalla principali banche europee. A soffrire di più gli istituti di credito francesi i cui rating, secondo molti osservatori, starebbero per essere rivisti al ribasso da Moody’s a causa della loro forte esposizione sul mercato ellenico. I cds, i contratti assicurativi contro il rischio default degli emittenti, hanno subito un sensibile balzo rispetto alla seduta di venerdì. A metà seduta il cds sul titolo di riferimento quinquennale di Bnp Paribas è stato indicato a 300 punti base, ovvero il 14% in più rispetto alla chiusura di venerdì e oltre il 40% rispetto a una settimana fa. Male anche le analoghe assicurazioni per le emissioni di Credit Agricole, rispettivamente +15,7% e +42,1%, e, soprattutto, per quelle di Societé Generale, +15,6% e +42,3%. Anche il mercato italiano sta registrando pari fenomeno. I cds sul quinquennale emesso da Bper è salito a 544,33 (+11,5% e +34,8%), quello di Intesa SanPaolo a 436 (+13,5% e +35,34%), quello di UniCredit a 472,7 (+12,3% e +33,3%). Il pessimismo non risparmia nemmeno la Borsa tedesca e i principali istituti creditizi della Germania. I cds Commerzbank sono rincarati a 36,67 (+10,5% su venerdì scorso e +20,9% nell’ultima settimana), quelli di Deutsche Bank a 218,33 (+11,6% e +26,3%) e quelli di WestLb a 390 (+7,8% e +7%).

M.N.