Borse, partenza al ribasso. Bce, Weidmann: non vedo ragioni per dimettermi

Le Borse asiatiche chiudono in forte ribasso sui rinnovati timori di un default greco, nonostante gli impegni del governo Papandreou. Per le piazze europee si prospetta un’altra giornata di passione. Al termine delle contrattazioni della prima seduta settimanale il Nikkei, l’indice dei 225 titoli guida della Borsa di Tokyo, ha registrato una flessione del 2,31% a 8.535,67 punti, 201,99 in meno rispetto a venerdì.

Euro apre debole. Sul mercato delle valute l’euro apre debole sotto 1,36 dollari e ai minimi da dieci anni sulle yen. Pesano soprattutto i timori per la crisi del debito nell’Eurozona. La moneta europea passa di mano a 1,3560 dollari, dopo aver toccato un minimo da febbraio di 1,3499 dolari e a 104,64 dollari, dopo aver raggiunto un minimo di 104,09 yen.
Lo spread tra Btp a 10 anni e i Bund tedeschi di pari durata è salito a 365 punti. Il differenziale fra i titoli italiani e quelli tedeschi a 10 anni è salito fino a 365.79, dopo aver aperto a 362.62.

Weidmann: niente dimissioni. Jens Weidmann, membro tedesco del consiglio direttivo della Bce, sostiene che non ci siano ragioni per seguire le decisioni del connazionale Juergen Stark, dimessosi dal board di Francoforte. “Non vedo ragione per seguire Stark” ha detto Weidmann, governatore della Banca centrale tedesca, ai giornalisti. “Sento che questo ha rafforzato il mio impegno all’interno della Bce a lavorare per la stabilità monetaria e l’indipendenza della Banca centrale”. Stark venerdì ha annunciato che avrebbe lasciato presto la Bce. Per fonti vicine alla Banca centrale europea il suo è un gesto di dissenso nei confronti della politica di acquisto di bond da parte dell’istituto di Francoforte a sostegno degli Stati più indebitati. E anche Weidmann aveva espresso riserve su tale politica: ecco il perché delle voci su una sua possibile uscita dal board.

M.N.