Fini a Mirabello: Berlusconi ha fallito, avanti col Terzo Polo

Con un lungo discorso atteso dai militanti, Gianfranco Fini ha ieri chiuso la Festa di Fli a Mirabello. Il presidente della Camera ha affrontato tutti i nodi più spinosi dell’attualità politica: dalla manovra economica alla questione morale, soffermandosi sulla necessità di cambiare registro per risalire la china. “Serve un nuovo governo ma serve soprattutto un nuovo presidente del Consiglio”, ha detto senza giri di parole perché “la rivoluzione liberale di Berlusconi è fallita“. Ma chi si aspettava dal numero uno di Montecitorio l’annuncio della sua fuoriuscita dalla  Camera per guidare il partito è rimasto deluso.

La fine del regno – “Il berlusconismo è al tramonto. Non si sa quando calerà il sipario ma di sicuro siamo alla fine di un regno”. Dal palco di Mirabello (Ferrara), a un anno esatto dalla uscita dal Pdl, il leader di Fli, Gianfranco Fini, ha aggiunto la sua voce a quella del coro che da tempo intona il de prufundis per Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera – che ha ieri chiuso col suo discorso la Festa Tricolore – ha sottolineato i “guasti” perpetuati dal premier, tornando sulla scelta di abbandonare il partito cofondato per intraprendere una nuova avventura politica.

Via dal Pdl per amore del Paese – “Da troppi anni – ha spiegato Fini – vi è una sola persona che si crede infallibile e che dice che non sbaglia mai. Le istituzioni non possono essere usate per fini di carattere personale, ma devono essere al servizio della società ed è evidente – ha chiarito il numero uno di Montecitorio – che mi riferisco al presidente del Consiglio. Troppe volte ci si è dimenticati che accanto ai diritti occorre predicare una cultura delle regole e dei doveri, una cultura del rispetto delle istituzioni e dell’avversario”. Da qui la precisazione: “L’aver lasciato il Pdl – ha detto Fini ai militanti – non è stato un sabotaggio, ma un atto d’amore nei confronti dell’Italia”.

Berlusconi ha fallito – Un atto inevitabile per marcare la distanza dal Cavaliere e per aprire a un’alternativa politica credibile. “Il Terzo polo si candidi a guidare il Paese – ha scandito il leader di Fli – o altrimenti non farà breccia nel cuore degli elettori. Il suo successo dipenderà non tanto dall’organizzazione ma dalla sua capacità di smuovere idee nuove e spiazzare gli avversari. Fli deve saper rappresentare la parte maggioritaria del Paese fatta di persone laboriose, pulite e oneste. L’alternativa va costruita – ha insistito Fini – sapendo che è fallita la rivoluzione meritocratica e liberale promessa da Berlusconi“.

Non è un Paese da Mulino Bianco – E sulla manovra economica, il presidente della Camera ha espresso un giudizio nettamente negativo: “Con la sua quarta versione – ha scandito – questa manovra economica è più degna di Fregoli che di chi ha a cuore l’interesse generale. Nessuno può imputare a Berlusconi di essere la causa della crisi, ma allo stesso modo nessuno può dire che il governo abbia fatto qualcosa per denunciarla e arginarla. La situazione economica del Paese non era il Mulino Bianco descritto da Berlusconi e già un anno fa c’erano i segnali della crisi, dunque da parte del governo – ha concluso il presidente della Camera – c’è stata una sottovalutazione colpevole“.