Libia, lealisti: A Bani Walid non ci sono stranieri a sostegno di Gheddafi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:57

In Libia continuano gli scontri tra le milizie leali al colonnello Muammar Gheddafi e  i ribelli, che si oppongo al regime del rais che governa da più di quarant’anni il paese nordafricano.
In queste ore continua l’assalto da parte delle truppe vicine al Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) alla città di Bani Walid, una delle roccaforti dei fedelissimi di Gheddafi.
Nonostante le voci di un indebolimento della resistenza delle forze militari del rais si rincorrano, non manca chi mostra fiducia nel prossimo futuro e in un ritorno a quell’ordine da molti vissuto negli anni come sinonimo di oppressione.
Uno di questi è lo sceicco Ali al-Warfally che intervenendo nella tv Al-Rai – la stessa che negli scorsi giorni ha trasmesso un messaggio audio del rais – ha dichiarato: “Le tribù della città di Bani Walid sono decise a resistere ai ribelli che sono agenti della Nato. Sto chiamando da Bani Walid con un telefono satellitare sono 13 giorni che le tribù Warfalla resistono e tengono i ribelli a 20 chilometri dalla città. Non sono avanzati di un chilometro ed è falso quanto detto dalle tv satellitari nei giorni scorsi. La resistenza è condotta da gente dei Warfalla e non ci sono brigate di stranieri in città“.

Lealisti attaccano – Intanto nella notte è stato registrato un attacco, da parte delle forze militari leali a Gheddafi, contro una raffineria localizzata a circa venti chilometri dai quartieri residenziali di Ras Lanuf. Nell’assalto sarebbero morte una quindicina di guardie impiegate a sorvegliare lo stabilimento.
La struttura, tuttavia, non dovrebbe essere stata particolarmente danneggiata.

S. O.

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