Ragazza morta per gioco erotico: ingegnere accusato di omicidio

Un gioco erotico epilogato con la morte di una ventitreenne e un’accusa di omicidio preterintenzionale per Soter Mulè, l’ingegnere romano di 42 anni arrestato per aver organizzato e partecipato alla pratica sadomaso, a causa della quale anche un’altra ragazza è stata ricoverata in ospedale in gravi condizioni.

Le ragazze erano consenzienti – Teatro del macabro passatempo, il garage di un palazzo di Settebagni, alle porte di Roma, di pertinenza dell’Enav e dell’Agenzia delle Entrate. Le due ragazze, seguendo la tecnica dello Shibari, una tradizionale partica di legatura giapponese, utilizzata anche per giochi sadomaso, erano state legate con una corda al soffitto, in una specie di tecnica del contrappeso: ad un certo punto, però, una delle due giovani ha avvertito un malore ed è caduta a terra, mentre l’altra, tirata verso l’alto, è rimasta strangolata dalla corda che l’ingengenre le aveva annodato attorno al collo. A nulla è servito l’intervento di Mulè, che subito ha cercato di recidere la corda e salvare la ragazza: Paola Caputo, originaria della provincia di Lecce, è morta per soffocamento, mentre l’altra giovane, impiegata romana, è stata portata con codice rosso in ospedale da un’ambulanza del 118 allertata dallo stesso Mulè. Secondo quanto dichiarato agli inquirenti dall’ingegnere romano, non nuovo a queste pratiche sadomaso, le due ragazze erano coscienti del gioco erotico che stavano facendo ed entrambe erano consenzienti: «Non pensavo che andasse a finire così – avrebbe detto l’ingegnere dopo l’accaduto – ma non le ho costrette. Erano consenzienti». Lui stesso, secondo quanto ha affermato, aveva usato la tecnica dello shibari già altre volte, utilizzando tutti gli accorgimenti neccessari ad evitare qualunque rischio. Eppure, queste giustificazioni non sono bastate al magistrato, il quale ha ritenuto che qualunque persona di buon senso sarebbe stata in grado di ipotizzare che un gioco così pericoloso avrebbe potuto portare a conseguenze disastrose, sebbene non auspicate.

Materiale hard nel pc di Mulè – Il lavoro degli inquirenti prosegue ed è prevista per oggi l’udienza per la convalida d’arresto dell’ingegnere Mulè. Intanto, perquisizioni sono state fatte nella sua abitazione ed è al vaglio degli inquirenti il materiale pornografico trovato nel suo computer. Tra le ipotesi, non ancora confermate, il sospetto che questi giochi erotici venissero anche filmati, per un’insana attrazione verso il piacere misto al dolore. L’attenzione degli investigatori si è soffermata nelle utlime ore anche sul profilo facebook e sulla pagina twitter di Soter Mulè, dove, oltre ad esplicite immagini pornografiche, si leggono commenti del tipo «qualcuno stanotte è morto», «picciotti, si muore» ed ancora «Il problema nella vita non è fare male a qualcuno. È fare abbastanza male, tanto male che nessuno possa credere che lo hai fatto veramente tu o che lo hai fatto di proposito».

Lutto cittadino a Guagnano – Il Sindaco di Guagnano, il comune in provincia di Lecce di cui era originaria la vittima del gioco mortale, ha fatto sapere che, nel giorno in cui tornerà a casa la salma della ragazza, verrà proclamato il lutto cittadino. «Si tratta di una giovane vita spezzata in modo tragico», ha spiegato all’Adnkronos il primo cittadino; i genitori della giovane sono due insegnanti in pensione molto conosciuti in paese e si trovano a vivere una seconda tragedia: già qualche anno fa, infatti, avevano perso un altro figlio, morto in un incidente stradale.

Francesca Theodosiu