Tosi al premier: Faccia un passo indietro

“La realtà è che un tempo Berlusconi vinceva da solo le campagne elettorali con lampi di genio e un’inventiva straordinaria. Oggi quel ciclo pare concluso“. A certificare la caduta a picco dei consensi del presidente del Consiglio è il sindaco di Verona, Flavio Tosi. In un’intervista a Il Corriere della Sera, l’esponente del Carroccio ha smesso i panni dell’alleato fedele per denunciare le “mancanze” dell’attuale governo, autore di una manovra economica che lo ha convinto poco. “E’ necessario un piano di riforme senza precedenti – ha tagliato corto il leghista – altrimenti tra due mesi arriverà la manovra tris”.

Ciclo finito – Il ciclo di Silvio Berlusconi è concluso. A scandire la lapidaria frase non è stato il solito Antonio Di Pietro né Pier Luigi Bersani, ma il primo cittadino di Verona, Flavio Tosi. In un’intervista a Il Corriere della Sera, il sindaco dal fazzoletto ha affermato la necessità di cambiare passo. “La crisi di fiducia gravissima che la politica sta attraversando – ha spiegato – richiede una svolta vera. E rapida. Non possiamo consentirci il lusso di aspettare il 2013″. Come dire: è necessario che il premier sgomberi il campo al più presto.

Il passo indietro del premier – “Le elezioni adesso – ha chiarito l’esponente del Carroccio – sarebbero una cosa da pazzi e i governi degli unti del Signore che volano tre metri sopra il cielo e ci spiegano come si governa senza averlo mai fatto, non mi hanno mai convinto. No, ci vorrebbe una svolta dentro la stessa maggioranza”. Di più: “Credo che il famoso passo indietro del premier – ha tagliato corto Tosi – sia la cosa migliore. Che tra l’ altro penso potrebbe portare alla maggioranza nuovi consensi”.

Gli errori della manovra – E interpellato sulla manovra economica, il primo cittadino di Verona non ha esitato a bocciarla sonoramente: “La gestione della Finanziaria – ha detto – è stata piuttosto ondivaga. Se come sindaco io avessi un problema serio di bilancio mi assumerei tutte le responsabilità del caso. Senza pregiudizi: no alla patrimoniale, no al contributo di solidarietà in quanto ‘roba da comunisti’, è un modo di pensare datato e che soprattutto non tiene conto della gravità del momento. Ci sono stati diversi errori“.

Servono scelte coraggiose – Cosa fare allora? “Penso sia il momento di scelte coraggiose – ha dettpo Flavio Tosi – Per esempio sulla spesa pubblica dello Stato centrale, Berlusconi questo coraggio non l’ ha avuto. Qui è necessario un piano di riforme e di dismissioni senza precedenti. Senza misure che tagliano la spesa, copri semplicemente il buco – ha insistito il leghista – Se invece la spesa la tagli, avrai anche le risorse per far ripartire il Paese. Una cosa è certa: non si può tirare a vivacchiare per un anno e mezzo”.

Maria Saporito